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Un mondo senza alcuna logica, libero!

"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Quello che non ho è quel che non mi manca

June 6th, 2010 by carla in Racconti di vita

Di lei mi ricordo l’abbraccio. Le arrivavo appena ai seni a quei tempi e quando mi abbracciava affondavo il mio viso nella sua pancia e mi ricordo il tatto, i suoi vestiti dai colori scuri: grigio, bordeaux, marrone e delle minute fantasie floreali senza allegria. Ricordo lo scialle che portava al collo ed il fazzoletto sul capo, immancabile. Vorrei ricordarmi il suo profumo.

C’è un immagine con cui Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi chiudono il film Persepolis, in cui la protagonista si addormenta ricordando l’abbraccio della nonna ed io in quella scena sento la morbidezza del ventre al quale mi sono stretta così tante volte da piccola.

Con mio padre parlava il sardo ed io non capivo quasi mai l’intero scambio di battute e lui, per questa mia mancanza ha sempre commentato, con una risata, “scarsixedda sesi”: come sei scarsa.

Avrei rimediato a quella mia mancanza alla fine dell’estate. Avrei dovuto scrivere la sua storia, l’avrei scritta in sardo per poi tradurla. Agnese aveva 81 anni di storia da raccontare e mi ricordo solo che la proposta non le dispiacque. Quelle storie però io non le Read the rest of this entry »

Il teatro della vita

July 30th, 2009 by Diego in Racconti di fantasia, Racconti inventati

… Silenzio… Un silenzio di attesa, il palco vuoto, un sussulto… No ancora niente, sipario rosso che nasconde l’accesso al dietro, che tutti stanno aspettando. Silenzio… Ancora silenzio, silenzio, un silenzio non noioso, mai noioso, nuovo…. Felice… Rumore di fondo dal sipario… Qualcosa si muove là dietro, qualcosa è vivo, qualcosa sta per uscire. Il sipario si apre, le due maxi-tende si tolgono di scena, loro sempre all’inizio e alla fine e mai nel mezzo, “due funzioni di stato direi” , due che si perdono sempre il bello! Come la nascita e la morte… E la vita nel mezzo, quella che viene raccontata, quella che viene messa in scena… La vita.

Un uomo vestito di bianco, in mezzo al palco, sì nel mezzo come la vita, quella che deve essere recitata, mimata… Anima(ta)! Un uomo seduto su una sedia, piegato in avanti, con le mani che gli coprono il viso… Sembra piangere.
Rilassa le mani, alza la testa, ci osserva, noi tutti, noi pubblico… (Facci entrare, facci recitare la vita con te!”).

Ci fissa… Occhi lucidi, non sembra umano… Si alza, prende la sedia con le mani, la alza, la rimette a posto, si siede in agitazione, e riposa le mani sul viso, continua Read the rest of this entry »

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