Il punto di vista di… (2)
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Il mio scheletro di metallo non sopporta più. Sono stanca e ormai invalida, buona soltanto per essere osservata mentre mi stanno rottamando. Eppure devo resistere, o almeno costringermi a farlo, anche solo per un ultimo viaggio. Già penso all’ultimo regalo, quello che riceverò quando saremo arrivati, dopo quattro ore di tragitto. Il tuo sorriso, sudato, stanco ma completo a suggellare la mia fine.
Ho la catena divorata dalla ruggine, mossa soltanto dalla rigida forza di volontà insita delle cose immateriali, e una ruota storta, l’anteriore, condanna fin dalla nascita, che danneggia la mia postura. Il mio unico occhio non emana più nessuna luce, se non il riflesso dei fari esterni; i miei freni non hanno un mm di vita, ma ci sono troppo affezionata per separarmene.
Posso raccontare di essere stata nel fango, sui ponti, nel cemento fresco, in cima ad una collina, sotto la pioggia, in garage, nel traffico e sopra il traffico, in treno, nelle viti, sui campi di lavanda, sulla neve e nella neve, su un albero, su un palcoscenico, alle prese col vento, con i cani randagi, con i pirati di strada, in dolce compagnia a volte, ma anche sola… Ho vissuto giorni che avevano il peso di anni e così il tempo, per me, trascorse Read the rest of this entry »
Il punto di vista di… (1)
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Vedo una stanza, un letto… dei libri sul letto, e una scrivania, dei libri sulla scrivania. Sulla destra, c’è uno scaffale. Ricolmo di libri, e libri e quaderni, ma principalmente libri, dopobarba, shampoo, bagno schiuma, profumi e deodoranti. In realtà, la scrivania, non si vede più! Sommersa in un mare di oggetti Inutili (quelli che servono non a tutti).
Osservo dietro l’ombra di due “O” che compongono la parola complicato e la frase “è complicato…” sul mio ventre. Non ho ciglia da sbattere, anche perchè non mi vengono mai lacrime tranne quando si appanna tutto.
Scorro e vedo scorrere, o per meglio dire, vedo correre… la figura che mi tiene compagnia solo di notte e che, al risveglio, scambia un’occhiata con me, lenta e prolungata, quasi come se capisse di vedere cosa sto segnando, così cerco di aiutarla e guarda anch’io, vedo dove sono andate a finire le mie lancette. Si rende conto, e d’improvviso scalcia, urla Read the rest of this entry »
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