Fuga
January 31st, 2010 by Diego in Racconti inventati
- Ma… dove siamo??.. posso toglierla ora?
- Sì sì, ma mantieni gli occhi chiusi, ok? Non aprirli ancora, capito? Non aprirli!!
- Va bene va bene. Tanto avrei difficoltà dopo tutto quel buio. Ma quanto abbiamo camminato??
- Sono passate 5 ore, sono le 12.30.
- Le 12.30? oddio, ma dove siamo?? Ma perché? Dovevi dirmelo, dovevi chiedermi se fossi d’accordo.
- Dai dai, tranquillo. Se il viaggio è trascorso veloce, ti bendo anche al ritorno.
- Non fare la spiritosa. Allora?? Ci siamo?
Scendono dalla macchina, lei per prima, lui per secondo aiutato da lei.
- Fermo così, ecco. E ora facciamo quattro passi.
Lui non sembrava essere a suo agio. Per tutto il tempo del viaggio non aveva pronunciato parola, né si era incuriosito al luogo che stavano raggiungendo. Sembrava che avesse passato tutto il tempo a pensare. Lei aveva deciso per entrambi. Diceva che un viaggio lo avrebbe distratto il dovuto. Ma chissà se sarebbe stato veramente così. Certe cose non possono essere rimosse neanche per un secondo. Tuttavia un tentativo non costava nulla. E c’era tutto da guadagnare.
- Basta. Torniamo indietro
- Smettila, ci siamo, siamo quasi nel punto esatto.
- Ma cos’è, sento un ronzio. No no no, lasciami qua, io non vengo. Sono tantissimi..
- Tranquillo tranquillo, ti garantisco che non è nulla. Fidati una buona volta.
Non è stato facile. Quel giorno la pioggia allagava ogni sogno. La notte non era stata riposante. Il letto, quella mattina, era tutto sudato. La sveglia non aveva suonato, si era dimenticata. Il ritardo a lavoro e la pioggia che continuava a cadere lasciavano buone speranze di miglioramento della giornata, siccome era ancora all’inizio e era iniziata non nel migliore dei modi.
- Sei pronto? Ora ti tolgo la benda. Conto fino al tre.
- Veloce, sono stanco.
- 1…
- 2…
- ….
Ritornò tardi a casa la sera. La sua famiglia lo aspettava a casa per cena. Se li immaginava già, seduti, tutti e tre intorno al tavolo a inventare qualche strano scherzo per vendicarsi del ritardo del padre. Ma per fortuna questa volta non era in ritardo. In casa non c’era nessuno…
Il giorno dopo, sul giornale locale, la prima pagina riportava una notizia di cronaca. Un incidente stradale, alla guida c’era una donna, che tornava dalle scuole elementari della zona con i suoi due figli, dirigendosi verso casa.
- 3…
- ………………………………………………………
-ehi ehi. Tutto bene?… hai una faccia?!!
Uno sterminato campo viola. Lavanda. Piante di lavanda a destra e a sinistra a perdita d’occhio.
Prese la rincorsa e saltò.
Nessun commento all'articolo “Fuga”
Lascia un commento
Vuoi ricevere ogni settimana i migliori racconti di OkRacconti.com? Iscriviti al nuovo servizio di NewsLetter!
Cerca su Okprezzi.it
il sito di comparazione prezziArticoli recenti
I tags più popolari
-
affitto
avventure
bagno
bambini
calcio
camera
campioni
casa
cielo
colori
compleanno
extraterrestri
lavoro
luce
mare
marzo
mondo
museo
Natale
notte
occhi
orologio
ossessione
outing
padrone di casa
paesaggio
paesello
pensieri
pittura
politici
porta
punto di vista
scrittura
sogni
sorella
spazio
sport
stereotipo
tempo
vecchio
vento
vernissage
vita
volare
yoga










ambiente.com
viaggi.net
ricette.com
libri.com
lusso.com
cinema.com
adv.net
Italiano