Capitolo I – "I motivi che ci spinsero a iniziare"
July 25th, 2009 by Diego in Racconti inventati, Racconti satirici
Cari discendenti… In un momento di euforica contemplazione del futuro, ci ritroviamo a scrivere questa sorta di testamento, nella speranza che qualche folle egocentrico lo legga per puro diletto personale. Però non è solo questo: voi lo leggerete per sapere cosa pensiamo e come abbiamo fatto a scriverlo con tanta semplicità e ironia, quindi è per tutti e per nessuno (considerando anche che il suo blog è visitato da pochi)!!
Allora… Fondamentalmente dobbiamo ammettere (ci siamo costretti per amore della verità che tutti inseguiamo) che non abbiamo niente da dire. Allora, vi chiederete: “Perchè hanno scritto qualcosa?”. La risposta è semplice: “Perchè c’è qualcosa da scrivere”. E con questo poniamo filosoficamente la barriera che c’è tra lo scrivere e il dire. Voi contesterete che si può parlare per ore senza dire niente… Vi diamo ragione, ma è raro che si possa scrivere per righe e righe senza dire (ops… Scrivere) nulla.
Vedete? Il problema è così intricato da affrontare che ancora mancano i termini per esplicarne i concetti. Quindi cosa facciamo? Ci rintaniamo nelle nostre buche e attendiamo una risposta che non arriverà mai? Oppure la andiamo a cercare (cioè la inventiamo, dal momento che nessuno la conosce). Cos’è infatti una verità se non un’opinione comunemente accettata? Più volte qualche verità, durante il corso dei secoli è saltata fuori a scacciarne una precedente.
Il nostro compito è quello di convicerVi che abbiamo ragione… Su cosa? Beh… Il fatto è che ancora non lo sappiamo con precisione. Potremmo addirittura convincervi che non possiamo convincervi su nulla, ed ecco un altro paradosso, ficcatevelo in testa… Si… Proprio lì… Nella struttura neuronale meglio nota come organo del Jons (da noi scoperto e inventato dopo mille dissezioni speculative di cavie animali e umane sempre tornate alla vita dopo l’esperimento).
La ricerca intellettuale, di cui vogliamo rendervi partecipi, nasce quest’oggi dallo spunto che ci offre una disciplina spesso disprezzata dalle folle: la chimica analitica. Infatti proprio NON dedicando a questa materia il tempo necessario, possiamo prenderci il lusso nonchè il diletto di andar con la mente vagando. Errando in questo universo di pensieri, tra galassie di domande, tra spazi paralleli, tempi perpendicolari e un’unica risposta… A cui speriamo di arrivare con la nostra ricerca.
Ora… Non è che sappiamo con certezza dove indirizzare i nostri passi, nè tantomeno come domare questo flusso di pensieri e cose che non c’entrano un cazzo… Dobbiamo ammettere però, che tra i grandi pensatori e filosofi, forse nessuno ha mai cercato in questo modo. Provate a pensarci: tutto quello a cui ambiamo e che desideriamo viene sempre cercato lontano da dove si è, in posti diversi e da gente diversa perchè si suppone sia diverso quello che appunto cerchiamo. E se così non fosse?? Se tutto quello di cui abbiamo bisogno fosse sotto il nostro naso, davanti ai nostri occhi dall’inizio?
“Essere felici non è avere quello che si vuole, ma volere quello che si ha” dice il Sapiente, “All you need is already inside you” dice la pubblicità della Nike. Insomma, lo dicono proprio tutti ma nessuno gli da ascolto.
La vastità dell’argomento ci indirizza in un punto morto, la partenza! è come se fossimo in un cerchio o una sfera visto che non sogniamo di essere bidimensionati e non sapere da dove partire quindi, pazienza, e un caffè rinvigorente che aggiusterà in un qual modo le nostre riserve di energie per il pensiero.
E andiamo accapo… Lasciamo un rigo a metà. Voi arrivati lì leggete con calma le parole, fermatevi a pensare il tempo necessario a leggere mezzo rigo e poi andate avanti. Non siete forse soddisfatti? Non capite la grandezza di quella pausa? Non siete più consci della realtà che vi circonda? Noi no… E non dovreste esserlo nemmeno voi… In realtà non avete fatto niente di speciale. Già leggere non è che sia di per sè difficile (capire lo è molto di più), poi avete perfino “letto” una pausa.
Le nostre verità, amici del domani noi vi aggiorneremo su queste. Sono nostre, voi non potete averle, e sono vostre perchè quando le leggerete proverete un decimo di quello che noi abbiamo provato, ma vi serviranno… Per continuare la lettura. Se poi proprio non riuscite a resistere alla tentazione di possedere una verità allora inventatevene una e ditecela così che anche noi possiamo goderne un decimo (che anche se non sembra è tantissimo). Ricordate però che la VERA verità la possiede solo LUI. Chi? E non lo sappiamo. Ma lo possiamo inventare. Anzi… Risolviamo subito il problema. “D’io” possiede la verità. Questo scriviamo. E questo è vero.
Scrivendo e discorrendo siamo dunque approdati alla prima verità… Anzi a due verità.
1) Esiste una verità 2) “D’io” la possiede. Purtroppo lui non sa di averla, perciò non ce la dirà… Ecco la terza verità. Ora… Proprio come per la matematica, partendo da un assioma potremmo costruire una logica… Un modo di ragionare.
Ma nooooo… Ecco che le forze dell’ignoranza e del Male, nelle sembianze di un’addetta alle pulizie invade il nostro spaziare per le lande nebbiose del pensiero, a scacciarci dalla nostra postazione, dal nostro tavolo come se tutto quello che abbiamo scritto fosse un misero blaterare privo di senso. Al suo bussare contro la bianca porta vacillano le nostre membra, e al suono della sua voce infernale rabbrividiamo quando dalla sua gola escono le parole: “ragazzi, un quarto alle sette e si chiude”
Quindi siamo costretti a suddividere la nostra riflessione in capitoli, così voi vi spazientirete e assaporerete meglio le cose che abbiamo da dire …scrivere!
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