Il teatro della vita
July 30th, 2009 by Diego in Racconti di fantasia, Racconti inventati
… Silenzio… Un silenzio di attesa, il palco vuoto, un sussulto… No ancora niente, sipario rosso che nasconde l’accesso al dietro, che tutti stanno aspettando. Silenzio… Ancora silenzio, silenzio, un silenzio non noioso, mai noioso, nuovo…. Felice… Rumore di fondo dal sipario… Qualcosa si muove là dietro, qualcosa è vivo, qualcosa sta per uscire. Il sipario si apre, le due maxi-tende si tolgono di scena, loro sempre all’inizio e alla fine e mai nel mezzo, “due funzioni di stato direi” , due che si perdono sempre il bello! Come la nascita e la morte… E la vita nel mezzo, quella che viene raccontata, quella che viene messa in scena… La vita.
Un uomo vestito di bianco, in mezzo al palco, sì nel mezzo come la vita, quella che deve essere recitata, mimata… Anima(ta)! Un uomo seduto su una sedia, piegato in avanti, con le mani che gli coprono il viso… Sembra piangere.
Rilassa le mani, alza la testa, ci osserva, noi tutti, noi pubblico… (Facci entrare, facci recitare la vita con te!”).
Ci fissa… Occhi lucidi, non sembra umano… Si alza, prende la sedia con le mani, la alza, la rimette a posto, si siede in agitazione, e riposa le mani sul viso, continua a piangere… In silenzio.
Silenzio, ancora silenzio… Un altro tipo di silenzio, non più di attesa, ma pesante, e teso… Insopportabile quasi.
Quel silenzio che non è vuoto, è pieno!!! Colmo!!! Saturo, in tutta la stanza, precipita sul corpo degli invitati. (“Ti prego, fallo smettere!!”)…………… …………….. …………….. ………………. ……………. …………… ……………. ……… Alza la testa: ” …….. Avete mai provato a pensare di chiudere gli occhi?… E quando l’avete fatto, vi siete chiesti cosa ci vedete??……. E avete mai provato a piangere e chiudere gli occhi?? E vedere piangere con gli occhi chiusi??” …………………………………………………………………………….. “E provate a chiudere gli occhi, e provate a piangere!… Non di gioia, nè di dolore, piangere e basta, o forse meglio di ogni cosa piangere per voi, piangere per essere, piangere per esistere”… Si alza, si avvicina al pubblico: “Ecco bravi, provate a chiudere gli occhi!… Tutti quanti, non sono bravo con le parole, posso soltanto farvi vedere… Con gli occhi chiusi!”… Ritorna sulla sedia, si siede, mani nuovamente sul viso… Alza la testa…: “Esistere… Non mi ricordo quale filosofo pensava che la certezza dell’esistenza di un uomo dovesse essere ricercata nella sua capacità di formulare un pensiero, nella sua capacità di “io penso” dunque sono!, secondo me questa certezza sta nel piangere… “Piango dunque sono”, piango dunque penso, piango dunque vivo! E soprattutto “piango, dunque amo vivere… Dunque amo!”
E ora, chiudete gli occhi, nuovamente… Come me… Chiude gli occhi, si rivolge al pubblico, sbilanciandosi in avanti reggendosi dalla sedia: “Cosa vedete?? Vedete anche voi quello che vedo io??… Il niente vi starete chiedendo?!… Eh sì, infatti non SI VEDE un bel niente, ma c’è c’è, è là fidatevi, basta piangere.”
Riapre gli occhi: “… Chiudete gli occhi vi prego, e ascoltatemi”.
Chiude gli occhi: “…Buio, ah non mi freghi!!!!… So che nascondi qualcosa, qualcosa di troppo grande, vieni, fammelo vedere esci fuori!!! Fallo vedere a tutti!!… Un punto, eccolo là… Luminoso, anzi no opaco… Rifrangente su. Il buio e un puntino… Nel niente, nel vuoto… Si muove?? Sì… Ma dove va??… Destra, sinistra, alto, in basso, avanti e dietro, in orizzontale e in verticale, in tutte le direzioni, con la stessa velocità… Con la stessa costanza, con la stessa pazienza.”
Apre gli occhi: “L’avete visto anche voi no??… Sì lo so che l’avete visto”. Si alza dalla sedia, comincia a muoversi per il palco avanti e indietro, destra e sinistra, in tutte le direzioni, mai voltando la schiena: “… Un altro, due puntini, no non può essere così semplice! due tracce?? Due anime?? Due cosa?? Mmmmmmmm… Mah… Inventiamogli un nome, anzi due no?… Mmmmm ecco… Du e dio!!”
Si rimette a sedere: “Du e dio, sembrano mossi dalla solita incertezza che muove le cose, dalla solita naturalezza del destino, in tutte le direzioni, nel buio infinito di un orbita, non sfiorandosi quasi mai.”
Si alza… Cammina a passi lenti verso il pubblico e torna dietro, senza voltarsi… Fino a quando incontrando la sedia sul tragitto non rischia di cadere e si regge: “Solo una volta, una sola volta, in cui le loro traiettorie non si sono incontrate no!! Neanche incrociate!!… Soltanto sfiorate, ognuna ha assaggiato la scia dell’altra, senza accorgesene. Da allora le loro orbite si avvicinano sempre di più, le loro traiettorie diventano quasi simili, ruotano intorno senza toccarsi, limitano lo spazio di movimento, lo allungano tra di loro, intorno… Impercettibilmente in silenzio. Una sorta di corte danzante. Du e dio continuano a compiere orbite geometricamente imperfette, sembrano quasi sbagliare i movimenti, si allontanano a volte quasi da dare l’idea di non ritornare più, ma diventa subito chiaro che l’imperfezione è la forza che, nell’inconoscibile e nell’errore, spinge nella giusta direzione i due, nell’incidente!!.. Un frontale!!!!!! Che botta… Ma il movimento non si è placato anzi… In due hanno una doppia energia, una doppia velocità, un doppio tutto, du e dio non limitano più le loro traiettorie, si espandono insieme, e attraggono altri puntini, altri ancora, tanti, tantissimi.”
Gesti di abbondanza con le braccia, tanti tanti, movimenti casuali su e giù con le gambe, gonfia la pancia e le guance…..fiuuuuuuuuuuuuuuuuu “Ed ecco nascere una stella!!… Un concentrazione di una luminosità meravigliosa, e di una vita quasi infinita”!
“…” E ora piangete ad occhi chiusi, vedete la stella?… E lasciatemi aprire i miei così che io possa guardarvi mentre non trattenete le lacrime, ma le lasciate sgorgare perchè lo spettacolo non finisca!…”
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