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"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Vento…

March 23rd, 2010 by Elisa in Racconti autobiografici

Aprile 2009

Il vento… Le giornate ventose sono uggiose, spesso cupe, a volte invece c’è come un gioco nell’aria scintillante di luce. Le nuvole si rincorrono, le chiome degli alberi cambiano colore ogni secondo che passa: verde chiaro, verde scuro, argento, di nuovo verde chiaro. Un grande fruscio confuso, cigolii, voci che si rincorrono e si sovrappongono.

Mentre tornavo a casa oggi, appena uscita dal grande edificio dell’Orto Botanico di Pisa, ho subito sentito che nell’aria c’era un bel gioco. Il vento, si sa, ama burlarsi della gente, distrarla per un attimo dalle preoccupazioni quotidiane rubando sciarpe, cappelli, sollevando gonne, scompigliando i capelli.

Questo tipo di vento “pazzerello” mi piace perché porta novità, cambiamenti, come d’altronde si vede anche nel bellissimo film “Mary Poppins”: la banderuola del vento a forma di gallo cambia direzione? Allora qualcosa sta per accadere… si aprono finestre su particolari che in generale sfuggono alla percezione di noi poveri burattini, di noi prede della routine.

Oggi nel tornare a casa ho notato un nuovo negozio sul cinema in via San Francesco, un libro sulle case bio-ecologiche, un vecchietto seduto vicino a un muro ricoperto di edera: guardava stupito una fronda verde-scura che non ne voleva sapere di staccarglisi di dosso e giocare davanti al suo viso.

E poi: tante rondini che volavano ad altezza d’uomo intorno a una siepe (sfrecciavano davanti al mio viso e a quello degli altri passanti, che stranamente sembravano non notarle: ma erano bellissime!!!), un cagnolino dall’aria spersa in un parco pubblico (chissà quali odori misteriosi gli aveva portato il vento giocherellone) e, poco più in là, una vecchietta dai capelli bianchi-argento che ascoltava lo sfogo accorato di un giovane immigrato nordafricano seduto sul prato. Quanti strani incontri: oggi ho viaggiato!

Marzo 2010

Sto aspettando con ansia il vento di aprile pazzerello. Qualcuno potrebbe pensare che la mia vita è già così piena di novità: appena laureata, appena fidanzata, in procinto di cambiare casa… Cosa potrebbe mai portarmi il vento di aprile di nuovo?

Ma io continuo ad aspettarlo speranzosa e fiduciosa: voglio degli occhi nuovi per vedere il bello della mia nuova vita, voglio una mente nuova per non avere paura dei cambiamenti, voglio una speranza nuova per immaginare me stessa piroettare con passi danzerini nel cammino che d’ora in avanti traccerò.

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