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"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Pensieri notturni

June 16th, 2010 by claudia in Racconti autobiografici

Era notte fonda, i lampi squarciavano il cielo e i tuoni seguivano immediatamente dopo.

“Il temporale è proprio quassù!”… ho pensato, mi sono alzata a staccare il computer dalla presa, c’è un parafulmini vicino ma meglio evitare rischi.

Quando mi sono svegliata il sole splendeva in un cielo tornato azzurro e, a proposito del nubifragio della notte precedente, mi hanno riferito che i lampi illuminavano a giorno e il cielo sembrava un soffitto di luce. Mi sarebbe piaciuto vederlo ma, pensando che fosse il solito temporale, lì per lì ho solo riflettuto sul fatto che, dopotutto, non avrei messo la libreria in metallo vicino alla finestra e mi sono riaddormentata.

E’ raro che mi alzi dal letto durante la notte se non per motivi seri. La mia coinquilina, scherzando sulla notte passata, mi ha detto che quando ha sentito quel pandemonio si è svegliata e, per paura che l’antenna del telefonino attirasse i fulmini, ha estratto la pila. Capita che, svegliati di soprassalto si pensino le cose più strane, una volta io ho cercato di continuare l’azione che compivo nel sogno, fortuna che stavo solo dando un tagliaunghie a chissà chi.

Ovviamente io sono riuscita a fare qualcosa di molto migliore, di più fantasioso e in una notte serenissima velata al più da una nebbiolina che faceva molto mistero.

Qualche anno fa dividevo la mia camera con un’altra ragazza a cui, mentre dormiva, dava fastidio la luce che filtrava dalle tapparelle così chiudeva ogni minima fessura, c’erano stati amici a cena ma non ricordo i discorsi fatti in serata.

Quando ero andata a letto, il tempo era sereno, e la notte si preannunciava tranquilla. D’un tratto mi sono svegliata di soprassalto ed era notte fonda (che per me va dalle 2 alle 7,30), mi sono ritrovata in camera da letto, c’era un rumore molto forte e continuo, la camera era completamente buia, dalla finestra non c’era il minimo spiraglio di luce. Mi sono detta:

“Sta atterrando Capitan Harlock!”

Sono schizzata fuori dal letto dirigendomi in cucina. La finestra dava su una piazza illuminata da lampioni che emanavano una luce giallo- arancione, più arancione a dir la verità, sulla destra degli alberi con una colonna commemorativa, a sinistra una costruzione piuttosto antica ad un piano, di fronte altri alberi e più in là un grande incrocio.

C’era una nebbia leggera e la piazza era vuota ma il rumore si sentiva ancora, ho atteso un po’ guardando il cielo sperando che arrivasse, ma non è che un’astronave sia poco evidente, anche se è nera e notte.

Ho cominciato a pensare che forse sarebbe atterrata sul retro della casa ma la strada era stretta, ci sarebbe stato poco spazio, molto meglio la piazza. Più che un ragionamento era una speranza, perché l’unica finestra che dava sul retro era quella della camera da letto e non potevo aprire la tapparella, poi Capitan Harlock atterra sempre in uno spazio aperto con un minimo di alberi, non tra i vicoli delle città. Alla fine mi sono dovuto arrendere all’evidenza e sono ritornata mogia mogia a letto.

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