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	<description>Un mondo senza alcuna logica, libero!</description>
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		<title>Oggi a Pisa nevica</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 13:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno di mio nonno, che non c&#8217;è più. Credo che fosse nato proprio di venerdì 17, come oggi. Io adoro la neve, oggi a Pisa nevica e questo mi porta a pensare al nonno che se n&#8217;è andato senza che io fossi preparata ad affrontare la lenta e dolorosa malattia che l&#8217;ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/oggi-a-pisa-nevica/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Oggi è il compleanno di mio nonno, che non c&#8217;è più. Credo che fosse nato proprio di venerdì 17, come oggi.</p>
<p>Io adoro la neve, oggi a Pisa nevica e questo mi porta a pensare al nonno che se n&#8217;è andato senza che io fossi preparata ad affrontare la lenta e dolorosa malattia che l&#8217;ha spento. Molti mesi di sofferenze, forse ero troppo giovane e inesperta per caricarmi di tutte quelle responsabilità che mi coglievano impreparata, senza quella scorza protettiva necessaria per affrontare le cose della vita.</p>
<p>Era una persona delicata e distinta, non l&#8217;ho mai sentito esprimersi con termini impropri e mi faceva sorridere quando andava a pescare in giacca e cravatta, con le scarpe appena lucidate. Stravedeva per i nipoti, soprattutto per mio fratello, l&#8217;unico maschio con cui poter<span id="more-1423"></span> condividere alcuni hobby e che &#8220;avrebbe portato avanti il cognome&#8221;.</p>
<p>Ho trascorso i pomeriggi della mia infanzia con i miei nonni e sono molto legata a loro.<br />
Mio nonno ci portava, da piccoli, a fare passeggiate al Duomo di Pisa, a vedere la stazione dei treni, gli aerei decollare dalle strade vicino alla pista, al mare. A me sembravano gite straordinarie e lo erano.</p>
<p>Ricordo i pomeriggi passati a schiacciare i pinoli raccolti insieme sul piano in marmo del balcone col suo martellino vecchio e le torte ricoperte di pinoli che poi mia nonna ci preparava. Ricordo quando, con aria candida, cercava di nascondere il pane a tavola nelle sue manone per evitare il solito rimprovero “il medico ti ha detto di non mangiare pane!”.</p>
<p>Caro nonno, se tu fossi stato qui avresti visto che mia cugina e mio fratello si sono sposati, che tua moglie è forte e sta bene, che saresti bisnonno di due bellissimi maschietti, che i tuoi figli sono un po&#8217; invecchiati ma ti pensano sempre con nostalgia. Che la vita è dura per tutti noi, ma cerchiamo di cavarcela. Che continui ad essere attraverso le nostre vite&#8230; e che a Pisa, a volte, nevica in autunno.</p>


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		<title>Campioni rappresentativi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Un campione rappresentativo è quello che, in un’indagine statistica, fornisce risultati fedeli alla realtà oggetto di studio. Scegliere un campione in modo che sia rappresentativo, è molto difficile e complicato, però c’è un sacco di regole guida. Una sera, con degli amici decidiamo di vedere Arancia Meccanica (Kubrick 1971). Di per se è un film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/campioni-rappresentativi/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Un campione rappresentativo è quello che, in un’indagine statistica, fornisce risultati fedeli alla realtà oggetto di studio. Scegliere un campione in modo che sia rappresentativo, è molto difficile e complicato, però c’è un sacco di regole guida.</p>
<p>Una sera, con degli amici decidiamo di vedere Arancia Meccanica (Kubrick 1971).</p>
<p>Di per se è un film scorrevole, ma molto difficile da vedere e da giudicare con la dovuta imparzialità. E’ vero che ci sono scene di violenza totalmente gratuita, ma da quando in qua quello che succede nella realtà ha sempre un nesso logico.</p>
<p>Nella discussione che ne è seguita uno degli amici, ha detto: <em>”Sì, ma dove lo trovi uno che va in giro con una spada! Invece è molto più d’impatto&#8230; “</em>. Non ricordo chi ha citato, è il protagonista di un film o di una serie televisiva, che va in giro uccidendo la gente<span id="more-1408"></span> con un cacciavite. <em>“Tutti hanno un cacciavite in casa! Invece te l’immagini uno che ha le spade?”</em>.</p>
<p>Sì, io oltre a immaginarli, li conosco anche, li frequento e non sono nemmeno pochi! Ho giocato con vari di loro giusto ieri sera e ho vinto, il fatto che sia ancora viva e tutta intera, sottolinea la loro sportività e il fatto che, dopotutto, non sono violenti.</p>
<p>Queste persone non fanno parte della stessa palestra, alcuni non si conoscono tra loro e altri si sono conosciuti dopo aver smesso l’arte in cui usavano la spada, per esempio una mia amica che fa aikido quando va in palestra o a qualche riunione a tema ha con sé una katana, poi c’è un’altro con spada, katana, stiletto e nunchaku, che però non c’entra, cioè penso che sia un’arma bianca ma non è una lama. Ci sono vari tipi di spade giapponesi in legno, non fanno meno male di quelle in acciaio a saperle usare, diciamo che fanno un male diverso! Altro amico che si allenava nel piemontese ha una collezione di quattro katane e due pugnali che ha vinto a una caccia al tesoro. L’amico di Milano forse non lo conto perché lui ha solo un paio di spade ma non sono vere, una gliel’abbiamo regalata per un compleanno, la usa quando va a giocare di ruolo dal vivo e l’altra se l’è fatta da solo con la gomma piuma. Anche un mio ex, che non frequento più aveva una spada che usava in palestra, era in legno, ricurva, se non sbaglio da judo o jujizu.</p>
<p>Dall’elenco rimango fuori anch’io che, qualche anno fa, avevo costruito una scimitarra in cartone e stagnola, per un costume da pirata. A me piace molto il kendo, arte marziale che usa una spada di bambù, però non conosco nessuno che lo pratica e forse non è facile trovare una palestra, così mi sono iscritta a spada medievale e lì gli istruttori ne hanno tutta una collezione, potrebbe essere più improbabile che abbiano un cacciavite, non sembrano i tipi che sappiano usarli, in maniera propria o impropria che sia.</p>


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		<title>Correre&#8230; dietro che cosa non so, ma correre&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 12:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[acquedotto]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni volta che vedo questo pezzo di paesaggio pisano mi accorgo con un certa intensità dolorosa della mia incapacità di trascriverlo, di renderlo con fedeltà e umilità, come se in fondo le parole fossero limitate quando si trattava di raccontare un paesaggio. Passare dalla fotografia che ho in mente ancora perfettamente nitida alla pagina bianca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/correre-dietro-che-cosa-non-so-ma-correre/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Ogni volta che vedo questo pezzo di paesaggio pisano mi accorgo con un certa intensità dolorosa della mia incapacità di trascriverlo, di renderlo con fedeltà e umilità, come se in fondo le parole fossero limitate quando si trattava di raccontare un paesaggio.</p>
<p>Passare dalla fotografia che ho in mente ancora perfettamente nitida alla pagina bianca mi lascia sempre impotente: potrei parlare dei differenti componenti delle scena che ho ammirato stasera, il rosso del tramonto da far venire i brividi, la pietra rosa dell&#8217;acquedotto, le cime degli Alpi Apuane perse in una nebbia blu-grigia&#8230; ma anche se ci riuscissi mi mancherebbe sempre la cosa in più per riunirli tutt&#8217; insieme, per rendere quello che è stato oggi: uno spettacolo.</p>
<p>Come in pittura o in cucina si fa uso di un &#8220;legante&#8221;, anche la descrizione scritta ne ha disperatamente bisogno! Le parole, lo stile, la punteggiatura se ben scelti<span id="more-1382"></span> assumono il ruolo di &#8220;ponte&#8221; tra gli elementi che si vuole descrivere. Se potessi scegliere il mio stile di scrittura lo prenderei identico all&#8217;acquedotto, tutto in fluidità e continuità&#8230;. con delle linee curve che si appoggiano su altre più solide. Intanto, in mancanza di averlo trovato, questo posto sta diventando un&#8217;ossessione. E corro ancora.</p>


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		<title>Scienziati</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 15:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando il mio amico fisico teorico laureatosi con 110 e lode compì ventisei anni, non sapendo cosa regalargli e conoscendolo come appassionato di mattoncini Lego, io e una nostra amica decidemmo di andare a vedere cosa c’era in un fornitissimo negozio di giocattoli. I miei amici fanno sempre regali che a me piacciono tanto quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/scienziati/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Quando il mio amico fisico teorico laureatosi con 110 e lode compì ventisei anni, non sapendo cosa regalargli e conoscendolo come appassionato di mattoncini Lego, io e una nostra amica decidemmo di andare a vedere cosa c’era in un fornitissimo negozio di giocattoli. I miei amici fanno sempre regali che a me piacciono tanto quindi ci tenevo a trovare qualcosa di molto gradito.</p>
<p>Cercavamo qualcosa di abbastanza piccolo da poter essere trasportato in treno perché il neo ventiseienne si era trasferito a fare il dottorato in un’altra città (era già al secondo anno). Sapevamo che aveva già tre castelli nella casa dei suoi genitori, e comunque sarebbero stati troppo grandi, cercavamo qualcosa di più piccolo. La commessa ci ha chiesto: <em>“Quanti anni ha il bambino? Perché ci sono anche quelli della Playmobil ma sono adatti per bimbi fino ai tre anni!”</em></p>
<p><em>“Ehm, no&#8230; è più grande&#8230;! E poi sappiamo già che preferisce i lego!”<span id="more-1386"></span></em></p>
<p><em></em><br />
Alla fine abbiamo deciso per una torre e un cavaliere:</p>
<p><em>“ Non ci sono con gli stemmi uguali, però quello verde non mi piace!”</em> Osservo.</p>
<p><em>“Neanche a me! Ma la torre non c’entra niente con quello rosso!” </em>Risponde l’amica.</p>
<p>Dopo almeno dieci minuti che cercavamo di far quadrare modelli, stemmi e colori la decisione salomonica:</p>
<p><em>“Guarda prendiamo la nave vichinga, ha anche il drago tanto i castelli li ha già, la nave attacca i castelli e la torre può essere una specie di faro di vedetta! “<br />
</em><br />
<em>“Sì. Mi piace!”</em></p>
<p>La signorina ci ha confezionato i pacchi regalo e li ho portati a casa mia, ho lasciato tutto nel corridoio e sono andata a prepararmi. Ritornata nella zona giorno della casa, noto un certo interesse da parte delle mie coinquiline che vedendo la carta intestata dei pacchetti (il negozio non è che abbia molto altro oltre ai giocattoli):</p>
<p><em>“Vai a trovare i tuoi nipoti?”</em></p>
<p><em>“No, perché?”</em></p>
<p><em>“Ho visto la carta&#8230; “</em></p>
<p><em>“Ah, no oggi è il compleanno di un mio amico !”</em></p>
<p><em>“Che cosa sono?”</em></p>
<p><em>“Una torre e una nave dei vichinghi con il drago!”</em></p>
<p>Le altre si sono guardate in faccia non sapendo se essere stupite, pensare che fossi pedofila o fare finta di niente.</p>
<p>A lui è piaciuto molto, il giorno dopo aveva già costruito delle lingue di fuoco in scala, con dei mattoncini che aveva trovato a casa della ragazza, che ha apprezzato un po’ meno, dato che aveva faticato non poco per convincerlo a mettere da parte quella passione e noi gli abbiamo fatto tornare la voglia di rimettersi a costruire castelli e città fantasma.</p>
<p>Al compleanno è seguito un periodo un po’ intenso di lavoro così la sua ragazza è andata a trovarlo nella sede del dottorato e ha visto: nella sua camera una pila di confezioni ancora chiuse in attesa di un periodo di calma e lui davanti al pc a ragionare sull’opportunità di comprare un galeone da ottanta euro. Lo ha sgridato e lui un po’ seccato le ha risposto: <em>“Guarda che posso smettere quando voglio!&#8221;</em></p>


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		<title>Outing: sono bacchettona</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[cabarettista]]></category>
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		<description><![CDATA[I politici li reggo poco ma guardo sempre “la copertina” di un certo programma di approfondimento (politica ed economia di solito). I cinque, dieci minuti di apertura sono tenuti da un cabarettista che, un paio di mesi fa, è stato sgridato dal presidente della rete, per il suo linguaggio piuttosto&#8230; colorito. Aprirei una parentesi dicendo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/outing-sono-bacchettona/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>I politici li reggo poco ma guardo sempre “la copertina” di un certo programma di approfondimento (politica ed economia di solito). I cinque, dieci minuti di apertura sono tenuti da un cabarettista che, un paio di mesi fa, è stato sgridato dal presidente della rete, per il suo linguaggio piuttosto&#8230; colorito.</p>
<p>Aprirei una parentesi dicendo che parte della sgridata l’aveva ricevuta per aver elencato alcune azioni, per niente raffinate, fatte da un esponente di governo e se il turpiloquio svilisce la tv di stato, la volgarità delle persone che rivestono certe cariche svilisce l’intero stato e il relativo popolo.</p>
<p>In ogni caso, il cabarettista, la settimana successiva si è scusato, ma non ha cambiato di molto il tono. Mi chiedo: quali termini sono considerati volgari? Perché per fare come gli inglesi dirò che ha chiesto scusa solo quando gli è scappata una parola che inizia con “c”,<span id="more-1354"></span> ma non ha battuto ciglio a quella che inizia per “t”.</p>
<p>La differenza di opportunità nel pronunciare l’una o l’altra intorno alle ventuno di sera su una rete nazionale? Cosa c’è, la seconda non è considerata una volgarità? Capisco la differenza di tono tra prostituta e “t” e anch’io sono per la seconda che fa più ridere, la prima farebbe pensare a un problema serio innanzitutto per le donne e le ragazzine coinvolte nel fenomeno e forse un pensiero va alle mogli, fidanzate e compagne degli uomini che le frequentano. Il problema rimane: linguaggio poco adatto ai bambini, in una fascia in cui qualcuno potrebbe essere ancora sveglio e davanti alla tv.</p>
<p>E gli adulti? I giovani?</p>
<p>Non potrebbe essere dannoso anche per loro? O anche, semplicemente, non potrebbe dare fastidio? Forse se si facesse una critica di ordine estetico o modaiolo, i più smetterebbero, siccome si critica in termini di insulti o rispetto verso qualcuno in particolare o una categoria, nessuno se ne cura. Tutti possono sentire bestemmie e turpiloqui, ma i minori di quindici anni non devono usarne e in genere, un essere di sesso femminile dovrebbe evitarlo sempre. Vi pare una richiesta da fare? Da chi prendono l’esempio i bambini e i ragazzi? Come si possono fare loro certe richieste!</p>
<p>E se una ragazza /donna parla come uno scaricatore di porto risulta più volgare o meno che se fosse un ragazzo/uomo? Perché il pensiero va subito all’altra cabarettista in onda un’altra sera ma alla stessa ora. Lui è stato sgridato e l’altra no, sempre televisione di stato è e, anche se i direttori delle reti sono diversi, il pubblico rimane lo stesso, quello che tanti anni fa imitava lo stile sofisticato o scanzonato dei divi d’oltre oceano ma anche l’eleganza e il gusto al di qua del mare.</p>
<p>Ora si sente una frase di dieci parole di cui per cinque bisogna chiedere scusa e non sempre è pronunciata da un comico, si sorride se qualcuno critica questo modo di parlare, salvo poi lamentarci quando, sopratutto all’estero, ci considerano un popolo da barzelletta, urlante e per niente educato.</p>


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		<title>La cura del particolare</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[museo Louvre]]></category>
		<category><![CDATA[olandese]]></category>
		<category><![CDATA[particolare]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Vermeer]]></category>

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		<description><![CDATA[Da studentessa, durante i miei anni parigini, ho avuto l&#8217;opportunità di poter assistere a delle lezioni di storia dell&#8217;arte che si svolgevano dentro le sale del museo del Louvre. Molto meglio ovviamente delle vecchie diapositive proiettate sul muro (sì, a quel tempo era ancora così&#8230;!) durante le lezioni univesitarie in aula. Le spiegazioni storiche, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/la-cura-del-particolare/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Da studentessa, durante i miei anni parigini, ho avuto l&#8217;opportunità di poter assistere a delle lezioni di storia dell&#8217;arte che si svolgevano dentro le sale del museo del Louvre. Molto meglio ovviamente delle vecchie diapositive proiettate sul muro (sì, a quel tempo era ancora così&#8230;!) durante le lezioni univesitarie in aula.</p>
<p>Le spiegazioni storiche, le analisi tecniche avevano luogo, in quel caso, davanti al quadro o alla scultura. In piedi o seduti a gambe incrociate, facevamo scorrere velocemente la penna sul nostro blocco note, senza smettere per troppo tempo di portare lo sguardo verso l&#8217;opera. Sin dall&#8217;inizio ho preferito la calma e la serenità dell&#8217;ala Richelieu del museo contenente le opere olandesi all&#8217;inevitabile folla delle sale italiane e dei suoi trepidi visitatori.</p>
<p>I quadri olandesi del Seicento sono un invito a sedersi, a dimenticare fretta e preoccupazione ed a proiettarci in un&#8217;altra realtà. Entrare in un quadro di Vermeer può prendere<span id="more-1345"></span> tante vie diverse ma nessuna manca di poesia. Un universo di particolari che io non trovo noiosi, come se uno richiamasse la presenza dell&#8217;altro per fare sorgere il senso dell&#8217;insieme.</p>
<p>Un ventaglio di dettagli su cui lasciar vagare gli occhi. L&#8217;intimità di una stanza, silenziosa, sul tavolo un mazzo di fiori in un vaso e accanto due strumeti di musica illuminati da una dolce luce proveniente da una finestra sulla destra, oppure una giovane ragazza chinata sul suo lavoro di pizzo, così concentrata che ci sembra perfino lontana, le scene dei quadri olandesi mi sembrano sempre brulicare di particolari, senza però cadere nella descrizione che mira solamente all&#8217;esaustività.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di addizionare un particolare ad un altro particolare, ma piuttosto di ricreare un ambiente che sia nello stesso tempo poetico e fedele alla sua epoca.</p>


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		<title>Soldi facili</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[guadagno]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[soldi facili]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine ottobre, stavo cercando l’animazione per bambini, che il museo egizio di Torino fa per Halloween e ho trovato uno di quegli annunci del tipo lavora da casa quando vuoi, quanto vuoi e guadagna un sacco di soldi. Ora non che credessi a una cosa del genere ma, visto che il motore di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/soldi-facili/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>A fine ottobre, stavo cercando l’animazione per bambini, che il museo egizio di Torino fa per Halloween e ho trovato uno di quegli annunci del tipo lavora da casa quando vuoi, quanto vuoi e guadagna un sacco di soldi.</p>
<p>Ora non che credessi a una cosa del genere ma, visto che il motore di ricerca “mirato” negli ultimi mesi non aveva fatto altro che propormi traghetti per Palermo e poi con i tempi che corrono a parte venditrice porta a porta o numero a numero (di telefono) non cercano altro, decido di tentare la fortuna.</p>
<p>Ho passato i tre giorni successivi a cercare informazioni sui siti dove chiedono la tua opinione e ti pagherebbero. Non ho trovato nessuno che avesse mai fatto una cosa simile, ma tutti erano stra sicuri che fosse una fregatura. Un po’ timorosa apro la pagina d’iscrizione a un sito, sembrava scritto in tedesco, non che lo conosca&#8230; però&#8230; c’èra qualcosa di strano,<span id="more-1350"></span> le parole sembravano troppo lunghe&#8230; infatti era svedese. Passo all’inglese, compilo, cerco di leggere tutto anche le virgole e le parentesi, spedisco e poi mi rendo conto che c’era il tutto anche in italiano.</p>
<p>Ero impaziente di iniziare questa scalata al miliardo e ragionavo: “Ma se davvero si guadagnano soldi, quale sarà la probabilità che il fisco voglia essere informato della cosa?” Il problema pareva risolto alla radice perché  passata mezz’ora non avevo ancora ricevuto risposta e nemmeno questionari. Riprovo con un altro sito dove ti pagano in ricariche telefoniche, idem.</p>
<p>Avrò beccato gli unici due siti che hanno settato il server come l’orario dei lavoratori umani e sabato e domenica sono a riposo? E cosa se ne fanno allora di un impiegato macchina? Ho aspettato invano per tre giorni pensando alla fregatura, o all’illusione. Dopotutto si sa che il crimine non paga ma non ero mica io che stavo truffando, mi stavo persino interrogando sulle tasse? Del resto mi avevano avvertita!</p>
<p>Intanto una mia amica si lamentava di essere poco considerata, da non so chi “E cosa dovrei dire io che chiedo alla gente di fregarmi e mi risponde: “No!”? Ho aspettato e ricominciato a cercare offerte di lavoro che non chiedessero di impiantare agenzie immobiliari, dopotutto c’era scritto sul sito che si lavorava una media di due ore a settimana quindi non potevano mandare sondaggi a raffica. Finalmente martedì si fanno vivi, rispondo a un paio di domande e non sono risultata nel target giusto. Mezz’ora dopo altra mail, niente!</p>
<p>E io che pensavo di essere alla moda: trentenne, single, senza più un lavoro ed ex precaria cioè precaria lo sono ancora, ma ormai non penso che lavorerò più nella scuola, così mi considero ex. Mi avranno esclusa giusto perché non ho in programma di comprare un suv nei prossimi dodici mesi? Mi sono iscritta via via a tutti i siti che ho trovato e finalmente dopo dieci giorni ho guadagnato i miei primi dieci centesimi!</p>
<p>Qualcosa mi fa pensare che continuerò a cercare lavoro.</p>


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		<title>Silicone</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[bite]]></category>
		<category><![CDATA[denti]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
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		<description><![CDATA[Io ho la stessa dentatura dei conigli, spiego meglio: per stress o cose simili, ho l’abitudine di strofinare un’arcata dentale contro l&#8217;altra e serrare le mascelle, questo provoca vari disturbi, lievi per il momento, ma ho scoperto che, nell’arco di tre mesi, ho limato un dente che si era scheggiato. La soluzione, o almeno un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/silicone/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Io ho la stessa dentatura dei conigli, spiego meglio:</p>
<p>per stress o cose simili, ho l’abitudine di strofinare un’arcata dentale contro l&#8217;altra e serrare le mascelle, questo provoca vari disturbi, lievi per il momento, ma ho scoperto che, nell’arco di tre mesi, ho limato un dente che si era scheggiato.</p>
<p>La soluzione, o almeno un palliativo, è l’applicazione di una specie di paradenti come quello dei pugili, ma si chiama <em>bite</em> e costa varie centinaia di euro in più, certo il mio è fatto su misura dall’orto&#8230; qualche cosa. Di solito è un aggeggio che si porta di notte, ma la dentista mi ha consigliato di tenerlo anche il giorno.</p>
<p>Ho letto da qualche parte che il fatto di serrare la mandibola può persino portare a una modifica dei tratti somatici, perché i muscoli sono sempre in tensione, forse è per questo motivo che ho la mascella così squadrata. <span id="more-1325"></span></p>
<p>Quello che ho io si applica all’arcata superiore, non so se ci sono anche per quelle inferiori, copre giusto i denti, non le gengive e anche il bite porta da subito ad alcuni cambiamenti, di comportamento per esempio, non puoi mangiarti le unghie, anche se io non lo facevo neanche prima.</p>
<p>Non ho avuto molti problemi ad abituarmi a portarlo, certo le prime notti sognavo di mangiare caramelle gommose alla fragola, ma non sentendone il sapore, ci restavo male e mi svegliavo, in realtà stavo masticando il bite, la dentista dice che è normale all’inizio, in effetti ora non sogno più caramelle, mastico da sveglia e non saprei dire se è un miglioramento.</p>
<p>All’ora di pranzo devo stare attenta a non buttarlo via come un chewing gum, dovrebbe essere insapore, in realtà sa di gomma che ha perso il gusto, però questo rimane costante, non peggiora continuando a masticare, quando si è un po’ tesi poi, è un anti stress formidabile, mordi, mordi e non lo rompi, non ti fai male e non finisce mai! Qualcosa mi dice che quest’ultimo uso sia improprio però puoi giocare ad aspirare tutta l’aria che c’è tra protesi e denti e poi farla rientrare di botto! Insomma purché non ne facciate parola con il dentista si possono fare un sacco di cose, anche una similplastica al viso!</p>
<p>La prima volta che mi sono vista allo specchio mentre lo indossavo ho fatto un pensierino per portarlo anche in giro: mi ingentilisce l’ovale, la bocca non è perfettamente chiusa e questo fa sembrare le guance appena un po’ scavate (come se fossi in forma perfetta), lo spessore sui denti fa sembrare le labbra più pronunciate; insomma, con trecento euro, sembra che ti sia fatto la plastica a zigomi, gote e labbra e sembra anche che tu sia andata da uno bravo perché il tutto risulta molto naturale.</p>
<p>Mi sono osservata a lungo pensando al mio aspetto che non si può dire nuovo ma migliorato, giusto quel tanto che rende il volto più femminile per via dell’ovale e le labbra più turgide poi ho iniziato a parlare e sembravo paperino.</p>


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		<title>Bagno caldo &#8211; Bagno freddo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[bagno]]></category>
		<category><![CDATA[bagno caldo]]></category>
		<category><![CDATA[bagno freddo]]></category>
		<category><![CDATA[Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[vasca]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella casa dove sono cresciuta c&#8217;era una vasca da bagno. Fare il bagno la domenica sera spesso dopo una giornata passata fuori a giocare con i vicini era diventata poco a poco un&#8217;abitudine. Nella vasca fumante rimanevo a lungo, sia che mi portassi lo stereo per rilassarmi tenendo gli occhi chiusi per potermi perdere nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/bagno-caldo-bagno-freddo/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Nella casa dove sono cresciuta c&#8217;era una vasca da bagno. Fare il bagno la domenica sera spesso dopo una giornata passata fuori a giocare con i vicini era diventata poco a poco un&#8217;abitudine.</p>
<p>Nella vasca fumante rimanevo a lungo, sia che mi portassi lo stereo per rilassarmi tenendo gli occhi chiusi per potermi perdere nelle note di musica, sia che prendessi un libro affinché si prolungasse quello che in fondo poteva essere sbrigato in pochi minuti. Ovviamente l&#8217;esperienza della lettura nella vasca non è priva di rischio e alcuni libri miei portano ancora oggi le tracce dell&#8217;ambiente umido a cui sono stati sottoposti.</p>
<p>Il bagno è bello solo se dura poco&#8230; L&#8217;ho capito dopo tanti bagni cominciati in un piacere intenso e finiti in una sensazione di caldo insopportabile. Uscivo con il corpo rosso, la pelle grinzosa e un giramento di testa che mi faceva dimenticare presto il piacere<span id="more-1323"></span> iniziale!</p>
<p>Sulla costa nord della Bretagna, la temperatura del mare d&#8217;estate non supera i 17 gradi. Mi ci sono abituata da piccola eppure ogni volta che ci ritorno e che infilo il piede dentro rimango colpita. Un freddo che ti afferra quasi a volerti togliere il respiro quando l&#8217;acqua ti arriva all&#8217;altezza de petto. Troppo difficile entrarci progressivamente: rischi di girarti e di cambiare idea.</p>
<p>Il modo più efficace secondo me è di sfidare il mare, di entrarci con decisione senza mai esitare. Così faccio: con tre o quattro passi lunghi sono già dentro, l&#8217;istante dopo mi sono già tuffata. Comincia allora una lunga e energica nuotata che deve durare fino a che il corpo non si sia abituato alla temperatura.</p>
<p>Mi piace tantissimo quel momento, quando dopo aver superato la sensazione gelida il mio corpo si riscalda. Sembra di non voler fermarsi più e di muoversi da solo&#8230; è sparita completamente la sensazione di freddo e sento il mio corpo invaso da un amichevole benessere.</p>
<p>Amo tantissimo nuotare, imprimere ai miei pensieri il movimento regolare del nuoto. Mi calma, mi riconcilia con questo corpo che improvvisamente sento leggero e come nuovo. Il bagno può allora durare tantissimo tempo e ne esco rinvigorita, in grande forma e soprattutto in pace con me stessa.</p>


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		<title>Presentazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 11:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[bombola]]></category>
		<category><![CDATA[dolce]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[pan di spagna]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[torta]]></category>

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		<description><![CDATA[Era tempo di Natale, circa quindici anni fa, mio padre era già in pensione, mentre mia madre lavorava ancora e mia sorella, che studiava fuori, sarebbe rientrata a pomeriggio per le vacanze ed era accompagnata dal fidanzato alla sua prima visita ai miei. Non so se mio padre ha bussato o mi ha chiamata, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/presentazioni/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Era tempo di Natale, circa quindici anni fa, mio padre era già in pensione, mentre mia madre lavorava ancora e mia sorella, che studiava fuori, sarebbe rientrata a pomeriggio per le vacanze ed era accompagnata dal fidanzato alla sua prima visita ai miei. Non so se mio padre ha bussato o mi ha chiamata, mi sono resa conto di essere seduta nel letto mentre lui diceva, <em>“… e arrivano a mezzo giorno!”</em> Il soggetto era chiaro, un po’ meno l’accoglienza che avrebbero ricevuto.</p>
<p><em>“ Vai a comprare le cicorie! Io faccio un dolce ”.</em></p>
<p>A mia sorella piace tanto la minestra di cicoria (catalogna) con le polpette di carne.</p>
<p>Sono la figlia minore e anche l’ultima a rincasare all’ora di pranzo, mi ricordo che intorno ai sei anni ho provato a fare una pizza e ogni tanto ho arrostito il pane col formaggio fuso. Sfoglio un libro di ricette dopo l’altro, avendo tutti gli ingredienti per il pan di spagna (ignara di tutte le filosofie e tesi che circolano su come prepararlo, all’oscuro del fatto che sia uno dei dolci più difficili da preparare), mi accingo a mescolare il tutto, accendo il forno un po’<span id="more-1311"></span> prima di infornare come suggerito, e poi mi dedico a rendere presentabile la casa.</p>
<p>Dopo circa un quarto d’ora do un’occhiata, la torta era gonfiata come si deve, lo stampo era un po’ grande quindi non era molto alta ma sembrava buona. Dopo altri dieci minuti torno a controllare, la torta si era rimpicciolita, si era raccolta al centro della teglia mantenendo la forma rotonda ed era alta un paio di centimetri. Basita davanti ai misteri dell’arte culinaria, noto che la mia gatta, Silvestro, non stava facendo gli occhi dolci al forno mi sono insospettita, in effetti il forno era freddo, anzi era addirittura spento!</p>
<p>Prima del gas di città c’erano le bombole di varie capacità ma di dimensione finita, chiaramente una bombola, come tutto del resto, sceglie sempre il momento meno adatto per creare problemi, in casa c’era quella di riserva ma io non sapevo cambiarla e ho dovuto aspettare che tornasse mio padre dalla spesa. Riacquistato l’uso della cucina, titubante sulla riuscita del dolce, riaccendo il forno e cerco di distrarmi finché non sento un buon profumo di torta con in più una nota conosciuta e preoccupante.</p>
<p>Mi precipito, nonostante tutto sapevo che non dovevo aprire il forno: la torta era diventata grande quanto la teglia, alta il doppio rispetto alla temperatura di forno spento e cotta a puntino il che significa che finché ho potuto aprire si è un po’ bruciacchiata.</p>
<p>Grattata via la parte… biscottata e preparato la crema, la torta aveva solo due strati ma già acquistava un’altezza decente, poi ho ricoperto il tutto di panna e fatto i riccioletti con la siringa per dolci, aveva un’aria molto casalinga ma invitante. Arrivano: baci, abbracci, presentazioni, tutti fanno finta di essere disinvolti e socievoli, io non sono minimamente credibile e comunque di solito taccio. Arrivati al dolce esclamazione generale di meraviglia: <em>“Buona!”.</em></p>
<p>Era sofficissima e non aveva nemmeno il sapore di bruciato!</p>


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