Archive for the ‘Racconti satirici’ Category
Coelho insegna… Un'intesa quasi perfetta
May 12th, 2010 by Elisa in Racconti autobiografici, Racconti satirici
La mia prima conversazione con il nuovo padrone di casa non è stata molto idilliaca: diciamo piuttosto spigolosa. Sono le classiche situazioni in cui vorresti sfogare tutta la tua rabbia sulla persona che ti ha creato un sacco di problemi, ma non puoi spingerti molto in là perché questa persona non solo ha il coltello dalla parte del manico, ma per giunta se ne frega di te e dei tuoi problemi. In pratica, è il prototipo più diffuso di padrone di casa, salvo alcune rare e felici eccezioni.
Caro il mio avvocatino, sono due settimane che ti chiediamo di darci le chiavi di questa cavolo di soffitta per poter prendere la porta grigio-topo che finalmente chiuderà la camera da letto, farci cinque rampe di scale fino al piano terra, entrare in casa e montarla. Ma hai sempre molti impegni. Vediamo se hai il coraggio di trovare un’altra scusa…
Io: “Pronto, Fabio? Ciaaaaaao. Sono Elisa, la nuova inquilina della casa. Volevo sapere quando verrai a Pisa a portarci le chiavi della soffita, sai per prendere la porta della Read the rest of this entry »
Le principesse Aurora
November 1st, 2009 by claudia in Racconti di fantasia, Racconti divertenti, Racconti satirici
La principessa, quella dei cartoni animati giapponesi ma non solo, è Aurora, tutte le principesse si chiamano Aurora, da qualunque sistema solare provengano. Sono bellissime, giovanissime, dolcissime, dalle fluenti chiome bionde che possono essere lisce o ricce, gli occhi azzurri e la carnagione chiara.
Amici e soprattutto nemici stravedono per loro, sembrano innocue e sempre bisognose di essere salvate dai campioni che le circondano, perché ovviamente hanno un seguito, costituito solo da esseri maschili, umani o cyborg, ma, in quanto buoni, umaniformi dalla pelle candida o meglio ancora chiara per non rivaleggiare con la principessa.
La principessa Aurora è rigorosamente vestita di rosa, può indossare una tuta spaziale, oppure la gonna, in genere più un abito da sera (anche se c’è un sole che spacca le pietre) con tanto di pizzi, volant, collier e a volte la corona; una volta ho visto una principessa con una gonna corta, in ogni caso era rigorosamente rosa.
C’è sempre una guerra in corso e i nemici arrivano sempre di sorpresa, ma lei se ne va in giro sola sempre in posti isolati tipo boschi, deserti, città fantasma… Come si possa individuare una singola persona da una navicella spaziale resta uno dei misteri di tutto il genere ma i cattivi possono e ne approfittano circondando la spaventatissima ma risoluta Read the rest of this entry »
Vorrei dipingere di rosso…
October 8th, 2009 by claudia in Racconti di vita, Racconti divertenti, Racconti satirici
Ma si guarda bene dal farlo, temporeggia! Piuttosto si deprime, dice di aspettare che la tristezza vada via. Quando ho sentito la canzone ho pensato che, intanto, avrebbe potuto iniziare così si sarebbe distratta anche dalla tristezza! E poi dicono che sia molto rilassante dipingere le pareti di casa, alcuni per addormentarsi invece di contare le pecore immaginano di essere davanti ad una parete bianca.
Avete mai visto un imbianchino?
Dalle mie parti maneggiano pennelli attraverso delle lunghe canne per arrivare ai soffitti, canticchiano o fischiettano, chiacchierano, ridono, scherzano, per i particolari e i decori, salgono su delle impalcature con la disinvoltura di trapezisti.
Bene ora provate a farlo voi.
La mia parete non era bianca, si, però all’inizio del lavoro non lo sono mai, c’era una quantità di chiodi, puntine, tasselli a espansione… La coinquilina che mi ha preceduta nella stanza, doveva avere i poster tipo Harry Potter, coi protagonisti che se ne andavano in giro e ha cercato di bloccarli con quella colla gommosa, che non so se abbia fermato i personaggi ma sicuramente la macchia non voleva saperne di andare via neanche con la carta vetro! Read the rest of this entry »
Capitolo I – "I motivi che ci spinsero a iniziare"
July 25th, 2009 by Diego in Racconti inventati, Racconti satirici
Cari discendenti… In un momento di euforica contemplazione del futuro, ci ritroviamo a scrivere questa sorta di testamento, nella speranza che qualche folle egocentrico lo legga per puro diletto personale. Però non è solo questo: voi lo leggerete per sapere cosa pensiamo e come abbiamo fatto a scriverlo con tanta semplicità e ironia, quindi è per tutti e per nessuno (considerando anche che il suo blog è visitato da pochi)!!
Allora… Fondamentalmente dobbiamo ammettere (ci siamo costretti per amore della verità che tutti inseguiamo) che non abbiamo niente da dire. Allora, vi chiederete: “Perchè hanno scritto qualcosa?”. La risposta è semplice: “Perchè c’è qualcosa da scrivere”. E con questo poniamo filosoficamente la barriera che c’è tra lo scrivere e il dire. Voi contesterete che si può parlare per ore senza dire niente… Vi diamo ragione, ma è raro che si possa scrivere per righe e righe senza dire (ops… Scrivere) nulla.
Vedete? Il problema è così intricato da affrontare che ancora mancano i termini per esplicarne i concetti. Quindi cosa facciamo? Ci rintaniamo nelle nostre buche e attendiamo una risposta che non arriverà mai? Oppure la andiamo a cercare Read the rest of this entry »
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