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Un mondo senza alcuna logica, libero!

"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Archive for the ‘Racconti inventati’ Category

Lettera da un morto

January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati

La paura di volare mi ha sempre fatto credere che fosse impossibile poterci riuscire. Poche, pochissime, anzi nessuna volta ho creduto che ne sarei stato capace. Non avevo bisogno di altro, i miei piedi erano già dove volevo che fossero… a terra!

Ma, quel giorno, sì quel giorno il vento era forte, scuoteva il tempo, e limava le foglie. Avevo paura di essere sballottato a destra e a sinistra contro la mia volontà, eppure sono sicuro, quella volta, ricordo, sì ricordo benissimo, mi era venuta una sfrenata voglia di volare.

Un giorno, il vento riposava, e anche mia moglie, così saltai.

Di come Sergino conobbe Morellino, folletto dei monti livornesi. Parte prima

December 12th, 2009 by elisa in Racconti di fantasia, Racconti inventati, Racconti per bambini

Sergino correva forte. Un temporale improvviso stava inzuppando tutta quanta la città, e lui non aveva né l’ombrello di Spiderman, né la mantella dell’Uomo Ragno. Che sfortuna, anzi no, che stupido, che frana!!!!

Ciaff, ciaff… Sergino correva ma sempre più stanco, e poi si fermò sotto la tenda di un negozio di scarpe per riposare un attimo. Maremmina! Quanta gente senza ombrello gli passava davanti, che ingorgo di auto c’era nella strada, e quanti clacson inferociti urlavano alle sue orecchie!

La pozzanghera davanti ai suoi piedini in scarpe da ginnastica alla moda, però, era strana: non grigia come le altre, ma azzurra come il cielo quando è sereno, e una figura riflessa guizzava qua e là senza che Sergino potesse capire cosa fosse.

Il bimbo si abbassò per guardare meglio e fu in quel preciso istante che vide la cosa più straordinaria e incredibile che potesse mai immaginare. Davanti a lui stava l’immagine riflessa di un folletto dei boschi, preciso identico a quello dell’illustrazione del grande libro Read the rest of this entry »

Il teatro della vita

July 30th, 2009 by Diego in Racconti di fantasia, Racconti inventati

… Silenzio… Un silenzio di attesa, il palco vuoto, un sussulto… No ancora niente, sipario rosso che nasconde l’accesso al dietro, che tutti stanno aspettando. Silenzio… Ancora silenzio, silenzio, un silenzio non noioso, mai noioso, nuovo…. Felice… Rumore di fondo dal sipario… Qualcosa si muove là dietro, qualcosa è vivo, qualcosa sta per uscire. Il sipario si apre, le due maxi-tende si tolgono di scena, loro sempre all’inizio e alla fine e mai nel mezzo, “due funzioni di stato direi” , due che si perdono sempre il bello! Come la nascita e la morte… E la vita nel mezzo, quella che viene raccontata, quella che viene messa in scena… La vita.

Un uomo vestito di bianco, in mezzo al palco, sì nel mezzo come la vita, quella che deve essere recitata, mimata… Anima(ta)! Un uomo seduto su una sedia, piegato in avanti, con le mani che gli coprono il viso… Sembra piangere.
Rilassa le mani, alza la testa, ci osserva, noi tutti, noi pubblico… (Facci entrare, facci recitare la vita con te!”).

Ci fissa… Occhi lucidi, non sembra umano… Si alza, prende la sedia con le mani, la alza, la rimette a posto, si siede in agitazione, e riposa le mani sul viso, continua Read the rest of this entry »

Capitolo I – "I motivi che ci spinsero a iniziare"

July 25th, 2009 by Diego in Racconti inventati, Racconti satirici

Cari discendenti… In un momento di euforica contemplazione del futuro, ci ritroviamo a scrivere questa sorta di testamento, nella speranza che qualche folle egocentrico lo legga per puro diletto personale. Però non è solo questo: voi lo leggerete per sapere cosa pensiamo e come abbiamo fatto a scriverlo con tanta semplicità e ironia, quindi è per tutti e per nessuno (considerando anche che il suo blog è visitato da pochi)!!

Allora… Fondamentalmente dobbiamo ammettere (ci siamo costretti per amore della verità che tutti inseguiamo) che non abbiamo niente da dire. Allora, vi chiederete: “Perchè hanno scritto qualcosa?”. La risposta è semplice: “Perchè c’è qualcosa da scrivere”. E con questo poniamo filosoficamente la barriera che c’è tra lo scrivere e il dire. Voi contesterete che si può parlare per ore senza dire niente… Vi diamo ragione, ma è raro che si possa scrivere per righe e righe senza dire (ops… Scrivere) nulla.

Vedete? Il problema è così intricato da affrontare che ancora mancano i termini per esplicarne i concetti. Quindi cosa facciamo? Ci rintaniamo nelle nostre buche e attendiamo una risposta che non arriverà mai? Oppure la andiamo a cercare Read the rest of this entry »

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