Archive for the ‘Racconti inventati’ Category
L'ombra azzurra
August 29th, 2010 by Elisa in Racconti di fantasia, Racconti inventati
E vissero felici e contenti… per un po’!
La Sposa era giovane e con Lui imparò l’amore. Lui viveva in una grande magione con decine e decine di stanze e Lei si divertiva a esplorarle. Aveva infatti ricevuto in dono dal suo Amore un enorme e prezioso mazzo di chiavi: ogni chiave le avrebbe aperto una porta del castello.
Per mesi e mesi la ragazza si divertì a curiosare e a scoprire specchi, mobili, vestiti, suppellettili di ogni foggia, vecchie foto, giocattoli, libri, scarpe… ma un giorno arrivò all’ultima chiave, una chiave minutissima e di vecchio stampo, senza riuscire a trovare la corrispondente serratura.
Il buon umore della donna svanì di colpo, ed ella iniziò a vagare per il castello triste e malinconica alla ricerca dell’ultima porta. Passò poco tempo, e la relazione con lo Sposo iniziò ad incrinarsi, la Sposa era infatti sempre più infuriata con lui perché pensava che le stesse nascondendo qualcosa, finché un mattino calò un’ombra azzurrina sulla vita di Read the rest of this entry »
Quaranta passi
July 15th, 2010 by OkNetwork in Racconti inventati
A ventisei anni, quaranta passi, non sono niente. Sai di giocarti tutto, sei consapevole di poter cambiare le sorti del tuo paese.
Ma sorridi, l’hai sempre fatto. Anche adesso che tutt’intorno hai così tanta gente che ti osserva, in attesa, in quello strano silenzio. Sorridi. Pensando a quella sera: a quando papà se ne è andato, per chissà quale motivo.
Ti ricordi quella stanza e tutte quelle persone assiepate dinanzi alla tv. Sorridi. A. era nella tua stessa situazione: un pallone, uno stadio, un dischetto. E la possibilità di un risultato incredibile.
Il papà ti aveva portato con sé, era il tuo compagno di gioco, l’amico più fidato. Negli ultimi tempi stava male. Ricordi il tiro e quella strana traiettoria. Fuori. Ricordi le Read the rest of this entry »
Senza musica
April 12th, 2010 by Kyose in Racconti di vita, Racconti inventati
Prima di perdere l’udito, ogni volta che mi mettevo a scrivere ascoltavo una canzone. Ogni volta diversa, ma poi, sempre la stessa. Ascoltavo, e scrivevo.
Quando il medico mi ha detto che per me non ci sono speranze di tornare a sentire, mi sono messo a piangere, come un bambino. Mia moglie non mi ha visto. Quel giorno, non era in casa.
“Qualcuno mi ha detto che il centro dell’equilibrio sta nell’orecchio; adesso che le mie orecchie sono vuote, come ritroverò l’equilibrio? Come mi scrollerò di dosso questa vertigine che mi prende ogni volta che penso, che mi muovo, che parlo?”, ho detto al medico con le mie nuove parole vuote.
Parole come gusci rotti, che mi rimbombano in testa, parole che mi danno la nausea, come se tutto intorno si muovesse mentre io sono immobile e cado, al centro della scena. Read the rest of this entry »
Nascita di un delfino all'acquario di Genova
March 22nd, 2010 by Elisa in Racconti di fantasia, Racconti inventati
Sono pazza? Ciao!… ciao!… scivolo veloce, volo, gioco con sfere trasparenti. Sono bellissima!!!
Sono mamma ora, mio figlio è sempre con me, è bella la maternità, vorrei sentire sempre al mio fianco questo guizzo di luce animato, insegnargli tutto quello che so, insegnargli la vita, come difendersi dai pericoli, come procurarsi da mangiare, come godere dei regali che ogni giorno la natura ci offre, prima che cresca e se ne vada per la sua strada.
Ma…oh! quando inizio a raccogliere le idee dopo una sua domanda (una domanda qualsiasi, anche semplicissima) nella mia mente si crea un vuoto, un vuoto nero. Caro si fa così… esiste questo, esiste quello… esiste cosa? Si fa come? Eppure lo sapevo! Lo sapevo…
Sono pazza? Ciao!…ciao!… scivolo veloce, volo, gioco con sfere trasparenti. Sono bellissima!!!
Vedi caro, sono sicura che dovrei insegnarti qualcosa, ma in effetti forse la vita è un qualcosa di veramente “piccolo”. In realtà si può solo apprezzare il cielo, che cambia colore dall’alba al tramonto, e che è la mia più grande fonte di stupore, e la consistenza Read the rest of this entry »
Fuga
January 31st, 2010 by Diego in Racconti inventati
- Ma… dove siamo??.. posso toglierla ora?
- Sì sì, ma mantieni gli occhi chiusi, ok? Non aprirli ancora, capito? Non aprirli!!
- Va bene va bene. Tanto avrei difficoltà dopo tutto quel buio. Ma quanto abbiamo camminato??
- Sono passate 5 ore, sono le 12.30.
- Le 12.30? oddio, ma dove siamo?? Ma perché? Dovevi dirmelo, dovevi chiedermi se fossi d’accordo.
- Dai dai, tranquillo. Se il viaggio è trascorso veloce, ti bendo anche al ritorno.
- Non fare la spiritosa. Allora?? Ci siamo?
Scendono dalla macchina, lei per prima, lui per secondo aiutato da lei.
- Fermo così, ecco. E ora facciamo quattro passi.
Lui non sembrava essere a suo agio. Per tutto il tempo del viaggio non aveva pronunciato parola, né si era incuriosito al luogo che stavano raggiungendo. Sembrava Read the rest of this entry »
Curriculum Vitae
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Nome, Cognome: Hermann Stevenson
Data di Nascita: 30/12/1980
Luogo di Nascita: ……………………..
Attestati di studio: …………………..
Esperienze professionali: ………….
Luogo delle esperienze: ……………
Stato civile: …………………………..
Malattie avute: ……………………..
Ultimi paesi tropicali visitati: ….
Annotazioni personali: Stato in Alaska in canoa per 4 mesi, in Africa… sempre in canoa per 5 anni; rapito da una tribù africana e fatto capo tribù dopo 2 anni, perso in Tanzania alla ricerca del diavolo, coinvolto nell’eruzione di un vulcano si Nuova Zelanda, eremita per 2 anni sul monte Fuji, compagno di giochi delle tigri della savana per 1 mese, amico Read the rest of this entry »
Il condominio… (libera interpretazione del libro di Ballard)
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a dar da mangiare al cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio nei tre mesi precedenti.
Lo spunto era nato dall’ennesima visita, pochi minuti prima, della signora Lambertine che, ansimante, si presentò davanti la porta dell’appartamento del dottore implorando aiuto perchè il marito si sentiva poco bene.
“Eccoci di nuovo” sbuffò il dottore, che non sembrava affatto preoccupato dell’accaduto anzi, mostrando una fredda indifferenza di fronte al terrore della signora, saliva le scale, non curante che venisse seguito.
“è caduto all’improvviso, un’altra volta, cosa succede???!!” annaspò la signora.
“Sì sì…” disse il dottore mentre entrava nell’appartamento del quarto piano.
Il corpo dell’uomo giaceva sul pavimento, in posizione rigida e storta. Il dottore risistemò l’uomo sulla poltrona, e ordinò il colletto del pigiama prima di Read the rest of this entry »
Il punto di vista di… (2)
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Il mio scheletro di metallo non sopporta più. Sono stanca e ormai invalida, buona soltanto per essere osservata mentre mi stanno rottamando. Eppure devo resistere, o almeno costringermi a farlo, anche solo per un ultimo viaggio. Già penso all’ultimo regalo, quello che riceverò quando saremo arrivati, dopo quattro ore di tragitto. Il tuo sorriso, sudato, stanco ma completo a suggellare la mia fine.
Ho la catena divorata dalla ruggine, mossa soltanto dalla rigida forza di volontà insita delle cose immateriali, e una ruota storta, l’anteriore, condanna fin dalla nascita, che danneggia la mia postura. Il mio unico occhio non emana più nessuna luce, se non il riflesso dei fari esterni; i miei freni non hanno un mm di vita, ma ci sono troppo affezionata per separarmene.
Posso raccontare di essere stata nel fango, sui ponti, nel cemento fresco, in cima ad una collina, sotto la pioggia, in garage, nel traffico e sopra il traffico, in treno, nelle viti, sui campi di lavanda, sulla neve e nella neve, su un albero, su un palcoscenico, alle prese col vento, con i cani randagi, con i pirati di strada, in dolce compagnia a volte, ma anche sola… Ho vissuto giorni che avevano il peso di anni e così il tempo, per me, trascorse Read the rest of this entry »
Il punto di vista di… (1)
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Vedo una stanza, un letto… dei libri sul letto, e una scrivania, dei libri sulla scrivania. Sulla destra, c’è uno scaffale. Ricolmo di libri, e libri e quaderni, ma principalmente libri, dopobarba, shampoo, bagno schiuma, profumi e deodoranti. In realtà, la scrivania, non si vede più! Sommersa in un mare di oggetti Inutili (quelli che servono non a tutti).
Osservo dietro l’ombra di due “O” che compongono la parola complicato e la frase “è complicato…” sul mio ventre. Non ho ciglia da sbattere, anche perchè non mi vengono mai lacrime tranne quando si appanna tutto.
Scorro e vedo scorrere, o per meglio dire, vedo correre… la figura che mi tiene compagnia solo di notte e che, al risveglio, scambia un’occhiata con me, lenta e prolungata, quasi come se capisse di vedere cosa sto segnando, così cerco di aiutarla e guarda anch’io, vedo dove sono andate a finire le mie lancette. Si rende conto, e d’improvviso scalcia, urla Read the rest of this entry »
Perchè si scrive?
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Parte I:
Per masturbarsi!! ………………….. ………………………………………..
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Parte II:
Se immagino di sfogliare le mie pagine, sono sicuro, anzi sicurissimo che mi soffermerei su una. Non devo metterci tanto per cercarla, so già dov’è, perchè non è né una pagina scritta, né un passo particolare. Mi soffermerei sulla dedica.
E penserei… ai mille giri di pensieri, allo stridere delle meningi, alla fatica contata in grosse gocce di sudore che mi ha permesso soltanto di tirare fuori le giuste parole di ringraziamento che ho sempre taciuto. Ma quella pagina nasconde ancora una cosa: il motivo per cui quelle pagine sono in piedi e mi parlano, sospirando mi dicono grazie, “s’immagini”.
E scrivo per poter dire, alla fine, all’ultima pagina, che, quanto scritto, c’è, esiste, anche se non è vero.
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