Archive for the ‘Racconti di vita’ Category
La camera
March 22nd, 2010 by Kyose in Racconti autobiografici, Racconti di vita
La cucina portava i segni della cena appena trascorsa. Sul fondo dei bicchieri si era formata una patina scura. La tovaglia era un tappeto di briciole. I piatti erano vuoti e sporchi. Restava qualcosa dentro a un paio di pentole, accatastate una sopra l’altra nel lavello.
“Ci penseranno i cani”, diceva Barbara mentre le buttava là in mezzo, dopo aver servito ogni portata. Ci riempiva i piatti, poi diceva quella frase. E accatastava pentole nel lavabo, una dietro l’altra. Mentre Barbara serviva il dessert, suo marito mi aveva chiesto come mi stava andando col tirocinio.
“Il solito”, avevo risposto.
“Niente in vista?”, mi aveva domandato, pulendosi la barba col tovagliolo.
“Niente”.
“Datti da fare, qualcosa verrà fuori”, rispondeva Barbara. “A trent’anni una persona dovrebbe già essere sistemata, dopo aver studiato tutta la vita. E invece che cosa le Read the rest of this entry »
Un bicchiere di Morellino
February 11th, 2010 by blanche in Racconti autobiografici, Racconti di vita
Non è esattamente la collera, almeno non credo. Assomiglia di più a della costernazione mescolata con un po’ di tristezza e tanto scoraggiamento. Il tutto spolverato con l’incertezza di riuscire a farcela, ad essere forte quando la vita ci presenta la via più complicata, quella che richiede pazienza e perseveranza.
Ordinerò un bicchiere di Morellino che si abbina perfettamente al mio sentimento di oggi, all’umore fragile e incerto, al suono delle parole che invano cerco di cacciare della mia testa.
Un bel bicchiere di vino, colore rosso rubino per ricordarmi quanto la bellezza e la bontà delle cose curano la malinconia e che, se non riescono a dare completamente fiducia nell’essere umano, almeno per un’istante portano lontano la diffusa volgarità.
Un bicchiere di Morellino come una sonata di Crivelli, qualche minuto al di là Read the rest of this entry »
Sonni tranquilli
December 19th, 2009 by claudia in Racconti autobiografici, Racconti di vita
Non ricordavo niente prima, ad un tratto intorno c’erano delle cose, come se il mio cervello fosse emerso dal nulla, intorno a me era ancora buio, lo stesso buio che si vede nei film nelle scene in notturna dove lo spettatore vede ma il personaggio no, dalla strada non proveniva nessun rumore e la casa era silenziosa, c’era solo una specie di ronzio come un motorino elettrico.
Ero a letto, ho realizzato che la coperta e il pavimento erano elettrificati, non sentivo le scariche elettriche ma con uno scatto nervoso mi sono tolto la coperta di dosso. La rete era in metallo ma la parte che appoggiava sul pavimento aveva dei piedini di gomma quindi, finché fossi rimata sul letto, sarei stata al sicuro.
Avevo paura di rimanere lì sdraiata, temevo ad andare via, non dovevo toccare la coperta, dovevo rimanere isolata, ripetevo a me stessa di non toccare la coperta e nemmeno il pavimento o sarei rimasta folgorata.
Mi sono alzata e a piedi nudi sono andata fino in corridoio, indossavo una sottana leggera e non avevo freddo, doveva essere estate, ma allora perché all’inizio ero sotto Read the rest of this entry »
L'uomo-bambino e la donna-bambina: lontananze…
December 2nd, 2009 by Elisa in Racconti autobiografici, Racconti di vita
Fuori piove, esco, prendo lo stendino con i panni zuppi e lo porto al sicuro in salotto. Poi, prima di richiudere la porta a vetro, mi fermo a respirare un attimo l’aria fresca della sera, e a guardare l’albero secco senza più foglie davanti a me. I rametti scuri disegnano cerchi di ragnatela e brillano grazie alle piccolissime gocce di pioggia che vi si sono attaccate sopra.
Ho appena pianto, anche io ho una o due goccioline, ma più salate, che bagnano il viso. In questo momento non ho più un’età, sono un’adolescente ingenua e sognatrice e penso…”Come vorrei che fosse venuto a trovarmi proprio oggi che avevo voglia di vederlo, che volevo sentire il calore del suo affetto. Proprio ora che vorrei guardare un film accoccolata accanto a lui!”… e penso…
E’ notte, ma la cucina di una casa è illuminata. Un uomo e una donna, anzi direi piuttosto un bambino e una bambina (perché è col cuore che parlano) si raccontano le loro vite, si fanno domande, si guardano con tenerezza, ridono. La bambina dice che sta bene, che nonostante un po’ di stress è felice, che vorrebbe seguire la sua strada, iniziare una nuova tappa della vita il prima possibile; il bambino parla di vita di coppia, di convivenza, di voglia di Read the rest of this entry »
Sport
November 29th, 2009 by claudia in Racconti di vita, Racconti divertenti
Forse dovrei demordere, ma fa bene alla salute e dicono che sia uno dei migliori antidepressivi, causa persino dipendenza come quelli ufficiali: forse è per questo che, imperterrita, cerco di praticarne qualcuno.
Anni fa facevo nuoto, noioso andare su e giù in una piscina col fondale sempre uguale, tranne quando facevo dorso che guardavo il soffitto e mi scordavo sempre di prendere un riferimento per capire quando finiva la vasca, così avevo degli addominali da sogno e mani e polsi da incubo.
Tempo dopo il mondo era annoiato quanto me degli sport tradizionali e quindi ecco i corsi di capoeira, pilates, fitball, per fermarci a quelli che ho cercato di praticare.
Capoeira, sono stata iscritta per un anno e ci sono andata un mese si e uno no, nella capoeira ci sono una serie di calci e mosse varie con le gambe in cui i due avversari non si toccano mai, ma io ero al corso principianti…
In realtà il problema non è mai stato la violenza dello sport ma quello che succedeva fuori dalla palestra: mi ricordo che una sera stavo armeggiando con una scatolone, Read the rest of this entry »
Volo di fantasia…
November 20th, 2009 by Elisa in Racconti di vita, Racconti divertenti
Chiudo gli occhi… Sento il contatto tra il tappeto di corda tiepido e la mia schiena, le mie estremità sono rilassate, quasi non le percepisco più, e intorno a me c’è un silenzio rassicurante.
Dalle palpebre entra una luce calda, che immagino rossa e viva, e pian piano tutto il mio corpo si copre di colore rosso, come se sopra di me fosse steso un velo impalpabile di seta infuocata.
Poi.. Ancora dalle palpebre si diffonde una luce arancione, chiara come la polpa delle arance che mi sono spremuta stamani per curare questo fastidioso mal di gola che non vuole andare via, e tutto il mio corpo diventa compatto e liquido proprio come uno spicchio di arancia.
Ancora una volta, dalle palpebre entra una nuova luce, questa volta è gialla. Cavolo, come rilassarmi ora? Il respiro diventa più veloce, mi immagino in una spiaggia dalla sabbia color oro, in particolare la mia preferita, quella di Baratti, illuminata da un sole Read the rest of this entry »
Frontiera interiore
November 2nd, 2009 by blanche in Racconti di vita
Dentro di lei una linea dritta, lunga e rigida come il ghiaccio, fatta di ferro e d’acciaio, invisibile da fuori.
Scorre svelta senza dubbio sulla sua destinazione.
Non ci vogliono documenti particolari per superarla nè ci sono particolari limitazioni,
bisogna solo lasciare dietro i sentimenti di ieri per vestirsi dell’atmosfera di oggi,
cambiare parole e reinventarsi i gesti, infilare i panni dei giorni passati.
Mettere in attesa la sua carcassa, svuotarla per qualche tempo e pigiare la funzione
pausa; nel frattempo andare piano piano senza farsi vedere a infilare i panni dei vecchi
tempi, ritrovarsi come dieci anni fa come se non ci fosse stato niente nel mezzo nè partenza
nè ritorno.
Da una parte o dell’altra della linea, i lineamenti del viso invecchiano con lo stesso ritmo
anche se le rughe non scelgono gli stessi nascondigli per aprire le loro ali. Apparentemente,
l’involucro rimane lo stesso, nessuno nota il leggerissimo spostamento, il delicatissimo passo
dell’altro lato della linea. Una specie di effetto farfalla a scala Read the rest of this entry »
Sogni notturni
October 18th, 2009 by Elisa in Racconti di vita
E ora che vi racconto?? Io sono una che sogna un sacco. Sogno di notte e sogno di giorno.
L’altra notte ho fatto un sogno bellissimo, pochi giorni dopo aver dato il mio ultimo esame all’università: un esame di quelli antipatici, col prof pignolo (per non dire str..) che pur di metterti in difficoltà si mette a telefonare ai colleghi, a cercare documenti che non c’entrano niente, mentre tu sei lì che aspetti con le mani umide e il cuore a mille da un quarto d’ora che a te sembra un’ora, spalmata sulla sedia di pelle davanti alla sua scrivania.
Alla fine dalla disperazione mi sono messa a frugare sulla tavola incasinatissima pure io, pur non avendo la minima idea di COSA cercare. Non so se perché commosso dal mio altruismo o perché convinto dalla parlata lenta e piena di termini aulici che mi ero preparata per “diluire” i contenuti, mi ha passato con un bel voto, e io sono volata a tre metri da terra dalla contentezza.
Insomma tornando al sogno… Ero in cima a una falesia, su un prato verdissimo, e davanti a me vedevo il mare turchese stendersi fino all’orizzonte. Sole, brezza, pace… Sopra di me sono passati tre “cosi” alati e colorati, li ho guardati meglio, e mi sono accorta che erano Read the rest of this entry »
Vorrei dipingere di rosso…
October 8th, 2009 by claudia in Racconti di vita, Racconti divertenti, Racconti satirici
Ma si guarda bene dal farlo, temporeggia! Piuttosto si deprime, dice di aspettare che la tristezza vada via. Quando ho sentito la canzone ho pensato che, intanto, avrebbe potuto iniziare così si sarebbe distratta anche dalla tristezza! E poi dicono che sia molto rilassante dipingere le pareti di casa, alcuni per addormentarsi invece di contare le pecore immaginano di essere davanti ad una parete bianca.
Avete mai visto un imbianchino?
Dalle mie parti maneggiano pennelli attraverso delle lunghe canne per arrivare ai soffitti, canticchiano o fischiettano, chiacchierano, ridono, scherzano, per i particolari e i decori, salgono su delle impalcature con la disinvoltura di trapezisti.
Bene ora provate a farlo voi.
La mia parete non era bianca, si, però all’inizio del lavoro non lo sono mai, c’era una quantità di chiodi, puntine, tasselli a espansione… La coinquilina che mi ha preceduta nella stanza, doveva avere i poster tipo Harry Potter, coi protagonisti che se ne andavano in giro e ha cercato di bloccarli con quella colla gommosa, che non so se abbia fermato i personaggi ma sicuramente la macchia non voleva saperne di andare via neanche con la carta vetro! Read the rest of this entry »
Il mondo è uno
October 4th, 2009 by Carla in Racconti di vita
Il vecchio quel giorno mi ascoltava con attenzione, mentre il suo sguardo sfiorava la mia figura attraverso occhi carichi di tenerezza, quasi compassione, pensai. Ascoltava con pazienza i dubbi di una giovane, naive dall’animo inquieto, forse a causa della consapevolezza involontaria di essere tale.
C’era il fuoco acceso fuori dalla baita, era già lì che illuminava la parete, come se ci stesse aspettando. Mi invitò, con un gesto lento, ad accomodarmi sulla coperta che ricopriva il tronco di legno poggiato accanto al fuoco. Aspettò che mi sistemassi sulla coperta, accanto al lato del falò che già diventava brace, per poi accomodarsi a sua volta, lui su una stuoia di paglia, beige e marroncina, che era la sua poltrona preferita per le serate passate in giardino.
Accese la pipa, il profumo del tabacco misto a quello del leccio che bruciava di fronte a noi ebbe un effetto rasserenante su di me. Guardavo verso il basso, le ombre che giocavano sulla terra arida, mentre la sua voce iniziò a camminare nell’aria….
“C’è un museo, un museo strano. Ci sono un sacco di sale diverse, ognuna contiene le opere di un artista e ci sono tantissimi artisti, diversissimi tra loro per stile ed epoca: da Michelangelo a Pollok. Di solito i visitatori si concentrano solo su qualche sala e poi parlano con i loro amici, che solitamente hanno gusti simili, delle sale che hanno visitato. Ci Read the rest of this entry »
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