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	<title>OkRacconti &#187; Racconti di attualità</title>
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	<description>Un mondo senza alcuna logica, libero!</description>
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		<title>Outing: sono bacchettona</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I politici li reggo poco ma guardo sempre “la copertina” di un certo programma di approfondimento (politica ed economia di solito). I cinque, dieci minuti di apertura sono tenuti da un cabarettista che, un paio di mesi fa, è stato sgridato dal presidente della rete, per il suo linguaggio piuttosto&#8230; colorito. Aprirei una parentesi dicendo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/outing-sono-bacchettona/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>I politici li reggo poco ma guardo sempre “la copertina” di un certo programma di approfondimento (politica ed economia di solito). I cinque, dieci minuti di apertura sono tenuti da un cabarettista che, un paio di mesi fa, è stato sgridato dal presidente della rete, per il suo linguaggio piuttosto&#8230; colorito.</p>
<p>Aprirei una parentesi dicendo che parte della sgridata l’aveva ricevuta per aver elencato alcune azioni, per niente raffinate, fatte da un esponente di governo e se il turpiloquio svilisce la tv di stato, la volgarità delle persone che rivestono certe cariche svilisce l’intero stato e il relativo popolo.</p>
<p>In ogni caso, il cabarettista, la settimana successiva si è scusato, ma non ha cambiato di molto il tono. Mi chiedo: quali termini sono considerati volgari? Perché per fare come gli inglesi dirò che ha chiesto scusa solo quando gli è scappata una parola che inizia con “c”,<span id="more-1354"></span> ma non ha battuto ciglio a quella che inizia per “t”.</p>
<p>La differenza di opportunità nel pronunciare l’una o l’altra intorno alle ventuno di sera su una rete nazionale? Cosa c’è, la seconda non è considerata una volgarità? Capisco la differenza di tono tra prostituta e “t” e anch’io sono per la seconda che fa più ridere, la prima farebbe pensare a un problema serio innanzitutto per le donne e le ragazzine coinvolte nel fenomeno e forse un pensiero va alle mogli, fidanzate e compagne degli uomini che le frequentano. Il problema rimane: linguaggio poco adatto ai bambini, in una fascia in cui qualcuno potrebbe essere ancora sveglio e davanti alla tv.</p>
<p>E gli adulti? I giovani?</p>
<p>Non potrebbe essere dannoso anche per loro? O anche, semplicemente, non potrebbe dare fastidio? Forse se si facesse una critica di ordine estetico o modaiolo, i più smetterebbero, siccome si critica in termini di insulti o rispetto verso qualcuno in particolare o una categoria, nessuno se ne cura. Tutti possono sentire bestemmie e turpiloqui, ma i minori di quindici anni non devono usarne e in genere, un essere di sesso femminile dovrebbe evitarlo sempre. Vi pare una richiesta da fare? Da chi prendono l’esempio i bambini e i ragazzi? Come si possono fare loro certe richieste!</p>
<p>E se una ragazza /donna parla come uno scaricatore di porto risulta più volgare o meno che se fosse un ragazzo/uomo? Perché il pensiero va subito all’altra cabarettista in onda un’altra sera ma alla stessa ora. Lui è stato sgridato e l’altra no, sempre televisione di stato è e, anche se i direttori delle reti sono diversi, il pubblico rimane lo stesso, quello che tanti anni fa imitava lo stile sofisticato o scanzonato dei divi d’oltre oceano ma anche l’eleganza e il gusto al di qua del mare.</p>
<p>Ora si sente una frase di dieci parole di cui per cinque bisogna chiedere scusa e non sempre è pronunciata da un comico, si sorride se qualcuno critica questo modo di parlare, salvo poi lamentarci quando, sopratutto all’estero, ci considerano un popolo da barzelletta, urlante e per niente educato.</p>


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		<title>La cura del particolare</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Vermeer]]></category>

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		<description><![CDATA[Da studentessa, durante i miei anni parigini, ho avuto l&#8217;opportunità di poter assistere a delle lezioni di storia dell&#8217;arte che si svolgevano dentro le sale del museo del Louvre. Molto meglio ovviamente delle vecchie diapositive proiettate sul muro (sì, a quel tempo era ancora così&#8230;!) durante le lezioni univesitarie in aula. Le spiegazioni storiche, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/la-cura-del-particolare/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Da studentessa, durante i miei anni parigini, ho avuto l&#8217;opportunità di poter assistere a delle lezioni di storia dell&#8217;arte che si svolgevano dentro le sale del museo del Louvre. Molto meglio ovviamente delle vecchie diapositive proiettate sul muro (sì, a quel tempo era ancora così&#8230;!) durante le lezioni univesitarie in aula.</p>
<p>Le spiegazioni storiche, le analisi tecniche avevano luogo, in quel caso, davanti al quadro o alla scultura. In piedi o seduti a gambe incrociate, facevamo scorrere velocemente la penna sul nostro blocco note, senza smettere per troppo tempo di portare lo sguardo verso l&#8217;opera. Sin dall&#8217;inizio ho preferito la calma e la serenità dell&#8217;ala Richelieu del museo contenente le opere olandesi all&#8217;inevitabile folla delle sale italiane e dei suoi trepidi visitatori.</p>
<p>I quadri olandesi del Seicento sono un invito a sedersi, a dimenticare fretta e preoccupazione ed a proiettarci in un&#8217;altra realtà. Entrare in un quadro di Vermeer può prendere<span id="more-1345"></span> tante vie diverse ma nessuna manca di poesia. Un universo di particolari che io non trovo noiosi, come se uno richiamasse la presenza dell&#8217;altro per fare sorgere il senso dell&#8217;insieme.</p>
<p>Un ventaglio di dettagli su cui lasciar vagare gli occhi. L&#8217;intimità di una stanza, silenziosa, sul tavolo un mazzo di fiori in un vaso e accanto due strumeti di musica illuminati da una dolce luce proveniente da una finestra sulla destra, oppure una giovane ragazza chinata sul suo lavoro di pizzo, così concentrata che ci sembra perfino lontana, le scene dei quadri olandesi mi sembrano sempre brulicare di particolari, senza però cadere nella descrizione che mira solamente all&#8217;esaustività.</p>
<p>Non si tratta semplicemente di addizionare un particolare ad un altro particolare, ma piuttosto di ricreare un ambiente che sia nello stesso tempo poetico e fedele alla sua epoca.</p>


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		<title>Sulla mia pinguedine</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 21:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ ufficiale, sono ingrassata. In realtà quello che mi preoccupa è la schiena. Sono sempre stata magra, non molto, nella giusta misura, diciamo in forma, ora un po’ l’età, molto l’appetito che non si è adattato all’età e il lavoro quando c’è; insomma sono ingrassata, non molto, ma non mi sento e non sono più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/sulla-mia-pinguedine/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>E’ ufficiale, sono ingrassata.</p>
<p>In realtà quello che mi preoccupa è la schiena.</p>
<p>Sono sempre stata magra, non molto, nella giusta misura, diciamo in forma, ora un po’ l’età, molto l’appetito che non si è adattato all’età e il lavoro quando c’è; insomma sono ingrassata, non molto, ma non mi sento e non sono più in forma. Ho il sospetto che al mio paese natale abbiano fatto una megafesta alla quale io non sono stata invitata (avrebbero anche potuto, tanto non mi sarei arrabbiata); quello che me lo fa sospettare sono state le osservazioni sulla spiaggia, in costume la realtà salta agli occhi:</p>
<p>“Ciao, come va? Sei ingrassata! Ma stai bene!”</p>
<p>Tutti con un sorriso radioso… io replicavo con molta nonchalance ma c’era una socievolezza di solito assente nei miei confronti e tutti a sottolineare il fatto.</p>
<p>Nella mia famiglia sono sempre stata la più magra, fino ad ora e non curanti del fatto che io abbia sempre taciuto osservazioni sulla loro linea mia sorella esordisce:<span id="more-1222"></span></p>
<p>“Questi (pantaloni) sono di mio marito, li usavo quando ero incinta, provateli, vedi se ti vanno bene!”</p>
<p>Oppure: ”In erboristeria ho preso questi campioncini contro la cellulite, provali!”</p>
<p>Ma quello che in fondo mi preoccupa è la schiena un po’ debole, devo assolutamente fare palestra, ormai accuso anche lo zaino della spesa, sulle spalle. Poi mi chiedo: ma se la zitella sono io perché l’acida deve farla lei? Inoltre a lei staranno anche larghi ma ha un marito più grasso di quando era incinta, stia zitta no? In realtà erano solo taglia quarantasei, e non mi stavano bene, però sarà il caso di correre ai ripari e smettere di mangiare merendine.</p>
<p>Andrò in piscina, altrimenti chi la sente la schiena quest’inverno, sono anni che voglio andare, l’anno scorso ho preso l’impegno seriamente, ho anche comprato un nuovo accappatoio a nido d’ape, così occupa pochissimo spazio e pesa poco. Ci sono andata una volta in tutto ma so bene che può anche andare peggio! Infatti quando mi sono iscritta in palestra deviavo sempre per l’aperitivo! Il problema è l’orario intorno alle 19 e la palestra al di là della strada più frequentata (dove incontri praticamente tutti) e piena di bar del circondario. Vicino alla piscina al massimo c’è la mensa universitaria, notoriamente posto da cui è meglio stare alla larga.</p>
<p>Quindi è ufficiale, sono ingrassata e porto in soffitta tutti i vestiti che non mi stanno più così faccio un po’ di spazio nell’armadio, poi mi iscrivo in piscina sperando in un tempo clemente nell’inverno, ritorno in forma e quest’estate mi faccio un po’ di vacanze a casa, al mare, a sfoggiare i miei nuovi muscoli in due pezzi, alla faccia di tutti e mi mostrerò particolarmente impegnata a non andare sottopeso, in vacanza mi capita alla faccia di chi dico io. Anzi visto che l’indifferenza è l’arma che fa più male, me ne vado in vacanza da qualche altra parte e agli altri mando solo le foto.</p>


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		<title>Il paesello ai piedi delle Alpi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 12:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suddetto, dove abita mia sorella, a parte essere famoso per gli extraterrestri che atterrano in sfere a gruppi di tre o a gruppi di tre sfere per volta, non ricordo bene, ma mi sembra la stessa cosa, l’ho sentito una volta per radio. Ad essere pignoli una mia amica ha pubblicato su facebook un link [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/il-paesello-ai-piedi-delle-lpi/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Il suddetto, dove abita mia sorella, a parte essere famoso per gli extraterrestri che atterrano in sfere a gruppi di tre o a gruppi di tre sfere per volta, non ricordo bene, ma mi sembra la stessa cosa, l’ho sentito una volta per radio.</p>
<p>Ad essere pignoli una mia amica ha pubblicato su facebook un link a youtube, in cui c’era la registrazione di una trasmissione alla radio e io ho ascoltato questo pezzo di trasmissione.</p>
<p>Posso dire di averla sentita per radio?</p>
<p>Non è una domanda retorica, mi chiedo quanto sia falsificabile un file trattato in questo modo, secondo me troppo, anzi spero proprio che sia facilmente falsificabile perché voglio sperare fosse una qualche parodia!</p>
<p>Quello che ho sentito: sigletta della radio trasmissione sugli ufo ed extraterrestri telefonata in diretta di un tizio che dice di chiamare dal paesello… lui non li ha mai visti, ma dei suoi amici che fanno escursioni nei boschi circostanti li hanno visti spesso la notte (o forse non era specificato quando) ed erano a gruppo, tre e di forma sferica e luminosi.<span id="more-1166"></span></p>
<p>Ora, se l’avvistamento avviene al buio o all’imbrunire, due luci di forma sferica possono essere gli occhi di un gatto, tre sfere luminose con molta umidità potrebbero essere fuochi fatui ma forse non è molto probabile, invece, che siano extraterrestri…</p>
<p>Dopo varie telefonate del genere, segue l’intervista a un politico attualmente ministro, per quello che gli ho sentito dire e che scriverò di seguito eviterò di fare nomi cognomi e schieramenti politici.</p>
<p>Il ministro è al corrente che ad alti livelli sono informati, con prove alla mano, dell’esistenza degli ufo, ma siccome la popolazione non è pronta tacciono e negano, in ogni caso lui premerà sulla Comunità Europea (in combutta con l’esercito per nascondere la verità), perché queste notizie non siano più ritenute segreti militari.</p>
<p>Se lo avesse detto qualcuno all’opposizione si potrebbe usare la solita scusa per dire che gli avversari non accettano la sconfitta e cercano di buttare fango sul governo, in questo caso il governo fa anche il ruolo dell’opposizione e gli altri si sentono un po’ inutili ma sono fatti loro.</p>
<p>La cosa che mi inquieta è: per fiducia nel nostro esercito non dovremmo pensare che ci nasconde delle cose, quindi gli extraterrestri non esistono e i politici dicono… bugie. Un esponente del governo in carica (che quindi non ha intenzione di minarne la stabilità) dice che esistono e sono i militari a mentire quindi non fidiamoci dell’esercito ma dei politici italiani!</p>
<p>I miei amici atei si chiedono ancora come mai mi ostini a considerare Dio più attendibile dei due precedenti e pensandoci bene Dio è un organismo internazionale ed anche extraterrestre, è uno ma trino, può apparire sotto forma di luce più ovale che sferica forse, nel senso che la persona di Gesù è alta e magra, ma nelle varie visioni non ho mai sentito dare forma alla luce.</p>
<p>Sorgono un po’ di domande!</p>
<p>Torno a leggere fumetti.</p>


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		<title>Giocattoli per bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 11:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Giunta alla veneranda età di trentasei anni suonati, durante le vacanze di Pasqua, ero a casa di mia sorella e uno dei miei due nipoti, quello grande, aveva un nuovo modello di skateboard. La tavola tipica, almeno ai miei tempi, era costituita da quattro rotelle sottili due avanti e due dietro, poste sotto la base. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/giocattoli-per-bambini/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Giunta alla veneranda età di trentasei anni suonati, durante le vacanze di Pasqua, ero a casa di mia sorella e uno dei miei due nipoti, quello grande, aveva un nuovo modello di skateboard.</p>
<p>La tavola tipica, almeno ai miei tempi, era costituita da quattro rotelle sottili due avanti e due dietro, poste sotto la base. Questo nuovo ritrovato della scienza ludica, invece, era costituito da una barra di acciaio ai cui estremi erano attaccate solo due ruote piroettanti, ossia giravano in tutte le direzioni, il tutto ricoperto da una tavola di design.</p>
<p>Ho eseguito un’azione diversiva con le quattordici uova di Pasqua che i miei nipoti avevano racimolato tra regali e regalini e l’ho provato anche io. All’inizio ero molto insicura, continuavo ad andare avanti e indietro, alla fine riuscivo a fare due anche tre passi, fino a quando non mi sono tranquillizzata e mi sono fatta distrarre da un gatto rosso che mi osservava impassibile dal giardino di fronte, mi sono sbilanciata e ho dato una ginocchiata nell’inferriata della veranda che stavo usando come pista.</p>
<p>Ma una ginocchiata… il gatto per tutta risposta si è voltato a guardare l’ingresso della casa dove voleva entrare, io invece sono andata zoppicando fino al frigorifero, ho<span id="more-1164"></span> preso un ghiacciolo di quelli blu che si usano per le borse frigo e sono stata venti minuti col ghiaccio sul ginocchio.</p>
<p>Per tornare allo skateboard, mezzo sicurissimo a prova di bambino, ma non di maggiorenne, ho passato un paio di mesi con un livido e un ginocchio scorticato.</p>
<p>Non mi succedeva da almeno vent’anni ed era tutta un’altra cosa rispetto al farsi male per essere inciampati o essersi urtati accidentalmente, non c’era quella rabbia o quell&#8217;impazienza, a parte che per il primo quarto d’ora non c’erano nemmeno le facoltà mentali. Quando il giorno dopo mi sono ripresa, ho pensato: “Mi sono sbucciato un ginocchio!”</p>
<p>Dire che ero contenta non è esatto, ma era la stessa sensazione che si prova da bambini quando si fa una cosa pericolosa, e poi ci si vanta esibendo le prove, c’è un non so che di orgoglioso nello zoppicare, ma non davanti agli adulti che ti sgriderebbero e anche quando sei grande c’è sempre qualcuno più adulto di te che non ti dice niente ma ha l’espressione tipo: “Eh la gente che non si rende conto dello scorrere del tempo…”</p>
<p>Ero quasi divertita, mi sono sentita tanto monella e anche molto incapace visto che il nipote di dieci anni provava i salti dagli scalini al pavimento senza danni. Alla prima occasione ho regalato a tutti le protezioni da skater di quelle che poi sembri proprio uno tosto, penso che ginocchiere e gomitiere le possa usare, quanta differenza ci sarà tra dieci e trentasei anni!</p>
<p>Spero poca, perché voglio imparare ad andare sullo skateboard postmoderno, senza esibire lividi, come una vera bambina capace, non come un’adulta inetta. In ogni caso ho passato i due mesi successivi esibendo il mio ginocchio sbucciato come fosse un trofeo.</p>


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		<title>Mondiali South Africa 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 14:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Africa&#8230;. dicono che chi sia stato in questa meragliosa terra ne resti innamorato per tutta la vita, e che il suo ricordo si veli per sempre di desiderio di tornarci e di nostalgia&#8230; Non sono una appassionata di calcio ma, non so per quale strana alchimia, puntualmente i Mondiali mi tengono inchiodata alla tv con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/mondiali-south-africa-2010/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>L&#8217;Africa&#8230;. dicono che chi sia stato in questa meragliosa terra ne resti innamorato per tutta la vita, e che il suo ricordo si veli per sempre di desiderio di tornarci e di nostalgia&#8230;</p>
<p>Non sono una appassionata di calcio ma, non so per quale strana alchimia, puntualmente i Mondiali mi tengono inchiodata alla tv con una certa tensione e passione&#8230; sarà forse per quell&#8217;atmosfera frizzante, per quel sentimento comune che si crea e che ci fa essere, per una volta, tutti d&#8217;accordo&#8230;</p>
<p>Questa edizione South Africa 2010 in modo particolare, per qualcosa che va oltre il mero risultato ottenuto dalla mia squadra o dalle altre: credo sia il fascino che subisco nel vedere come un popolo, quello del Sudafrica, riesca a celebrare con allegria ed autentica felicità questo evento.</p>
<p>I suoni, i colori, il sorriso della gente e dei tifosi, la speranza nei loro occhi, mi fanno restare lì a guardare&#8230; e a riflettere. <span id="more-963"></span></p>
<p>La cerimonia di inaugurazione, in particolar modo, è stata un tripudio di suoni e di colori: colori che richiamano quelli della terra, suoni che evocano per noi terre lontane, modi di vivere estremamente diversi dal nostro.</p>
<p>Ed i giocatori della squadra del Sudafrica ci insegnano qualcosa che, forse, noi italiani, abbiamo perso: loro ballano e cantano prima di entrare in campo, e lo fanno anche dopo la partita, indipendentemente dal risultato.</p>
<p>Ieri sera il Sudafrica ha giocato con il Messico e, questi grandi giocatori del Paese ospite dei Mondiali, attraverso le immagini viste in tv, ci hanno regalato una grande lezione: hanno ballato, cantato e festeggiato per tutta la notte, nonostante non avessero prevalso sull&#8217;avversario.</p>
<p>Forse noi abbiamo perso, come paese, questo spirito di vivere, non solo nel calcio ed nel tifo: un modo vero, autentico, leale, da grandi giocatori e da veri sportivi.</p>
<p>In un periodo di terribile crisi su più fronti per l&#8217;Italia, sarebbe bello leggere nei volti dei tifosi (e non solo!) italiani la stessa gioia che si legge in quelli degli africani; e, anche se non serve a migliorare le condizioni in cui versa il nostro paese, sarebbe bello pensare che il popolo italiano riuscisse a ritrovare un po&#8217; di quel sentimento di unità che sembra perso&#8230;</p>
<p>Specialmente in questo periodo, in cui la rabbia striscia come sentimento latente tra molti degli italiani e sfocia spesso nello scontro tra classi generazionali e sociali, sarebbe importante, anche se con un pretesto futile come quello di un risultato in campo, sentire che riusciamo ancora a guardare nella stessa direzione, verso la &#8220;vittoria&#8221; e il riscatto del nostro paese&#8230;</p>


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		<title>I disastri ambientali (&#8230; ed io?)</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 09:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo disastro ambientale al quale stiamo tristemente assistendo è quello causato dall&#8217;esplosione del pozzo petrolifero, che, ormai da più di un mese, sta sversando &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; nei mari del Golfo del Messico, senza che si possa fare nulla di risolutivo, pare. Permettetemi un piccolo sfogo sulla vicenda e su tutte quelle vicende analoghe in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/i-disastri-ambientali-ed-io/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>L&#8217;ultimo disastro ambientale al quale stiamo tristemente assistendo è quello causato dall&#8217;esplosione del pozzo petrolifero, che, ormai da più di un mese, sta sversando &#8220;l&#8217;oro nero&#8221; nei mari del <a title="Marea nera" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/bp-e-marea-nera-loperazione-top-kill-riuscira-a-porre-fine-al-gravissimo-disastro-ambientale/" target="_blank">Golfo del Messico</a>, senza che si possa fare nulla di risolutivo, pare.</p>
<p>Permettetemi un piccolo sfogo sulla vicenda e su tutte quelle vicende analoghe in cui gli interessi primari sono i soldi e il potere e non la tutela dell&#8217;ambiente e degli individui che ci vivono dentro, siano essi animali, piante o uomini.</p>
<p>Ritengo vergognoso che l&#8217;uomo, per i propri interessi economici e per i giochi di potere internazionali, possa essere così egoista da continuare ad indirizzare le proprie scelte verso soluzioni che possono provocare morti e disastri ambientali senza precedenti; e che non abbia come pensiero primario il preservare un ambiente nel quale dovranno vivere le generazioni future e dal quale <em>tutti</em>, compresi i potenti, attingiamo tutte, <em>proprio tutte</em>,<span id="more-893"></span> le risorse che ci permettono di sopravvivere.</p>
<p>Io provengo da studi in biologia marina e forse è per questo che la questione mi sta tanto a cuore, che mi lascia con questa rabbia e con questo groppo alla gola, con questo senso di impotenza. Ma penso di non essere la sola a provare questo sgomento. E l&#8217;interrogativo che mi martella in testa, di fronte a disastri ambientali come questo, è: <em>&#8220;Perché? Cacchio, perché???&#8221;</em></p>
<p>Devo rassegnarmi al fatto che il mondo vada alla rovescia o devo essere fiera di portare avanti tutte le mie ideologie di rispetto nei confronti dell&#8217;ambiente? I gesti quotidiani che faccio per cercare di avere il minore impatto possibile sull&#8217;ambiente sono ancora utili o vengono vanificati da catastrofi come questa?</p>
<p>Ha ancora senso che io mi ostini a fare la raccolta differenziata? O che usi gli elettrodomestici solo quando è necessario e negli orari in cui consumano meno? E che adotti tutte quelle pratiche &#8220;salva-ambiente&#8221; che adotto di solito?&#8230;</p>
<p>Ha ancora senso che cerchi tutti gli espedienti per rendere la casa in cui vivo più isolata rispetto all&#8217;esterno per consumare meno? O che provi rabbia invece che senso di refrigerio quando, in estate,  entro in quei negozi con aria condizionata sparata a -20°C e con le  porte spalancate per attirare comunque (e, direi, ad ogni costo)  clienti?</p>
<p>E che quando faccio la spesa compri il dentifricio senza l&#8217;ulteriore imballaggio di carta per evitare sprechi e rifiuti inutili? O che compri la carta igienica fatta con carta riciclata?</p>
<p>Cacchio, ha ancora un senso tutto questo? O è solo utopia pensare che serva a qualcosa in seguito a disastri ambientali come questo?? E&#8217; solo la mia testardaggine a guidarmi in tutti questi piccoli gesti?</p>
<p>Ha ancora senso tutto questo, anche con la consapevolezza del fatto che io sono piccola piccola e che le mie scelte valgono per uno e che i potenti sono &#8220;grandi&#8221; e che le loro scelte valgono per milioni di persone, per paesi interi???</p>
<p>La risposta che mi do è che, nonostante tutto, per me ha ancora un senso, e che io continuerò a fare la mia parte, anche se infinitesimale, sperando di non essere sola.</p>


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		<title>La mia prima intervista&#8230; ossia la scoperta del registratore digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 16:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
		<category><![CDATA[gelateria]]></category>
		<category><![CDATA[gelati artigianali]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfrancesco Cutelli]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[registratore digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia prima intervista&#8230;è stata saporitissima! E, a giudicare dalle premesse, non ci speravo proprio&#8230; Diiiidelon&#8230; diiiidelon&#8230; diiidelonnn&#8230;. suona la sveglia: occhietti cisposi, cuore in subbuglio: è arrivato il gran giorno! Le domande che ho preparato saranno interessanti? Almeno intelligenti? Almeno simpatiche? Uff&#8230; non ho tempo per pensarci: mi lavo, mi vesto in fretta, lavo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/la-mia-prima-intervista-ossia-la-scoperta-del-registratore-digitale/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p><em>La mia prima <a title="Intervista a Gianfrancesco Cutelli" href="http://www.ok-ambiente.com/2010/05/27/intervista-esclusiva-a-gianfrancesco-cutelli-socio-fondatore-amministratore-e-gelatiere-della-gelateria-artigianale-naturale-de%E2%80%99-coltelli-di-pisa-1%C2%B0-parte/" target="_blank">intervista</a>&#8230;è stata saporitissima! E, a giudicare dalle premesse, non ci speravo proprio&#8230;</em></p>
<p><em>Diiiidelon</em>&#8230; <em>diiiidelon</em>&#8230; <em>diiidelonnn</em>&#8230;. suona la sveglia: occhietti cisposi, cuore in subbuglio: è arrivato il gran giorno! Le domande che ho preparato saranno interessanti? Almeno intelligenti? Almeno simpatiche?</p>
<p>Uff&#8230; non ho tempo per pensarci: mi lavo, mi vesto in fretta, lavo mezza pila di piatti sporchi (ho paura di un&#8217;invasione di topi affamati nella cucina che veramente offrirebbe loro di che godere, tra briciole per terra, fornelli unti e crocchette schifate dalla gatta schizzinosa), e mi fiondo nella mitica pandina bianca piena di cianfrusaglie e polverosa q.b.</p>
<p><em>Vroooommmm</em>&#8230; accelleratore spinto al massimo, arrivo davanti alla Mediaworld. Entro e cerco un qualsiasi registratore per giornalisti: su consiglio di un addetto<span id="more-871"></span> alla vendita scelgo un modello super moderno e torno verso l&#8217;auto.</p>
<p>Ebbene sì: sto comprando il registratore per l&#8217;intervista esattamente 20 minuti prima dell&#8217;appuntamento con il mio Uomo, tutta colpa della svanitaggine (si dice così?) ossia pigrizia che mi caratterizza specialmente quando ci sono da fare cose pratiche che riguardano oggetti tecnologici. Sinceramente pensavo di trovare altro: ad esempio uno di quei begli apparecchi grandi e coi pulsanti belli evidenti con dentro le cassette a cui ero abituata da ragazzina. E invece mi ritrovo con una specie di telefonino in mano, che non si accende!!!</p>
<p><em>Ok, hai ragione registratorino mio, ora ti metto le pile, pigio il pulsantino magico&#8230; niente. Cacchio cacchio cacchio, dove è la lucina rossa? Magari è piccolina e non la trovo? Perché sei così piccino e complicato? </em></p>
<p>Passano i minuti, inizio a sudare, poi metto le pile finalmente nel verso giusto. Il registratore si accende, e parto anche io.</p>
<p>Innesco la prima, e mentre guido tra i vicoli tengo sulle ginocchia il foglietto delle istruzioni. Durante il tragitto tra la Mediaworld e il parcheggio vicino alla gelateria del mio Uomo, cerco di impostare l&#8217;ora e la data, ma l&#8217;unica cosa che sono in grado di fare è spippolare a caso, accendere e spegnere l&#8217;apparecchio, pigiare i pulsanti a mo&#8217; di raptus.</p>
<p>Tutto ciò riesce giustamente a confondere le idee al povero registratore, che in modo miracoloso sembra soddisfatto di essere nell&#8217;anno 2022 alle otto e mezzo di sera: a questo punto mi permette di provare a registrare.</p>
<p>Parcheggio, e prima di uscire dall&#8217;auto faccio una prova. Mi chiedo come cavolo mi è venuto in mente di fare &#8216;sta pazzia: comprarmi un registratore super tecnologico, io che ho imparato a usare il pc a 22 anni, che ho il cellulare più economico della Nokia e non ho ancora capito (nonostante il mio ragazzo, informatico e con una pazienza da certosino, me lo ripeta tutte le volte che si profila un punto interrogativo davanti al mio sguardo) la differenza tra un I-phone e un I-pod, se mai ce n&#8217;è una, io che non riesco a trovare i nomi nella rubrica del cellulare di mia mamma (e pure lei ha un Nokia). <em>Come caaavoooloooo mi è venutooo in menteeeee?????!!!!!</em><strong></strong></p>
<p>Ok&#8230;faccio la prova di registrazione e di ascolto. E sento un flebilissimo<em> &#8220;prontooo???&#8221;</em>: è la mia vocina&#8230; evvai! Ci sono riuscita! Vado di volata dal mio Uomo, che mi accoglie con una bella stretta di mano e, appena si accorge del mio imbarazzo, prende in mano la situazione, ed anche il registratore, ed inizia a parlarmi dei fatti suoi offrendomi di tanto in tanto una bella palettata di gelato appena fatto.</p>
<p><em>Il resto&#8230; è stato facile. Una volta sciolto il ghiacchio, siamo andati avanti a parlare per due ore e mezzo, e mi sono guadagnata una decina di palettate di gusti goduriosi, un baccello di vaniglia di Tahiti da portare a casa per farci un dolce, e, ciliegina sulla torta, una mega granita alle fragole con panna fresca sopra. </em></p>
<p><em>Il mondo del gelato artigianale naturale è davvero affascinante, ci si perde tra i meandri dei gusti della frutta matura, delle spezie, si scopre come ogni ricetta sia il risultato di un dosaggio sapiente e ragionato, di esperimenti fantasiosi. Grazie, Gianfrancesco Cutelli. </em></p>


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		<title>Festività</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 13:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Natale è appena passato, non mi sono ancora ripresa da tutti quei regali e pensierini che già arriva marzo che per me è un secondo periodo di feste: tre quarti della gente che frequento è nata in marzo, fosse giugno avrei anche il tempo di mettere qualche soldo da parte, ma così… si ricomincia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/festivita/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Natale è appena passato, non mi sono ancora ripresa da tutti quei regali e pensierini che già arriva marzo che per me è un secondo periodo di feste: tre quarti della gente che frequento è nata in marzo, fosse giugno avrei anche il tempo di mettere qualche soldo da parte, ma così… si ricomincia con le solite domande: regalo, regalino, pensierino… ma qual è la giusta misura tra un pensierino, una meditazione e un encefalogramma piatto?</p>
<p>Certo, il problema si pone solo in un secondo momento, ossia, dopo che si è trovato almeno un oggetto da regalare, per esempio: amico a cui piace cucinare, sei in un negozio che vende articoli più o meno sfiziosi per cucina, dopo tanti anni rivedi uno scolapasta in metallo, con tutti i forellini disposti a forma di fiore con i manici un po’ incavati per rendere più facile l’impugnatura, colore? Rosa gelato alla fragola, niente varianti color metallo, si può optare per un verde pistacchio.</p>
<p>Prosegui: macchina per fare la pasta, di quelle a manovella che la spianano e fanno solo spaghetti e tagliatelle, semplice, poco voluminosa, un pensiero che un amante<span id="more-516"></span> della buona cucina potrebbe gradire, in metallo… rosa.</p>
<p>Il rosa, non è un colore, è un incubo ricorrente, che motivo c’è di metterlo da tutte le parti? In una vetrina ho visto persino un albero di Natale completamente rosa, passi per i vestiti, e le bamboline, ma una macchina per fare la pasta! Che motivo c’è? Non va bene l’acciaio lucido o satinato se vogliamo essere più eleganti? E poi non era di moda il viola? Al che torni indietro alla bancarella di cianfrusaglie e compri un simulatore di tuoni, l’amico avrebbe anche una certa età ma io ho una certa dignità.</p>
<p>Chissà, forse lui non è così prevenuto nei confronti di quel colore. Potrebbe essere un pregiudizio il mio. È tradizione non regalare oggetti rosa agli uomini, fin dalla nascita il fiocco rosa bimba fiocco azzurro pargolo, però non è tradizione regalare cose azzurre agli uomini (anche se dicono che il blu gli piaccia molto)&#8230; uno scolapasta azzurro cielo, o stendere la sfoglia con un mattarello azzurro mah, si, meglio del rosa, ma se il rosa è da donne significa che la cucina non è da uomini?</p>
<p>E come mai tutti i grandi chef sono uomini? Al militare dovrebbero cambiare la domanda “ti piacciono i fiori” con “ti piace cucinare?” Magari aggiungendo una lista di stoviglie colorate. A me piace cucinare ma non piace il rosa, significa che in realtà non sono una donna? Mi guardo allo specchio: capelli nascosti dal cappello, è una strategia, tanto non li so pettinare, trucco zero, si intravede un filo di rossetto che forse è un errore, cercavo il burro cacao. A me piacciono i fiori?  Si, farei il fioraio? No, però mi piace anche la frutta e non farei il fruttivendolo, significherà qualcosa!</p>
<p>Il mio colore preferito? Una tonalità del blu (che dicono piaccia agli uomini), che la maggior parte della gente direbbe celeste… Dopotutto il rosa è un colore gentile, che male fa? Però non fanno male neanche il grigio o il nero, al massimo il rosso stanca gli occhi, ma nessuno se ne lamenta e se dici che non ti piace ti dicono che sei depresso.</p>
<p>Il rosa è carino, si abbina a quasi tutto, ogni ragazzo ha una camicia rosa, ci si chiede come mai e se sia proprio indispensabile, io ho camicie rosa? No, basterebbe a dire che non sono un ragazzo? Mah! Ne combino di tutti i colori e poi cerco di sbrigarmela con un regalino? Eh, purtroppo si, e questo è molto maschile e mi preoccupa non poco, però  è un luogo comune. Mi piace Barbra Streisand? Non particolarmente, Judy Garland però si… in fondo son tutti luoghi comuni.</p>
<p>Scolapasta rosa o simulatore di tuoni?</p>
<p>Ricapitolando, mi piace il blu, i fiori (ma non farei il fioraio), mi piace cucinare e forse farei la cuoca, mi dicono che ho buon gusto e sensibilità, mi piacciono gli uomini, se devo girare per una città che non conosco compro una cartina topografica e faccio carte false per non chiedere informazioni in giro (particolare preoccupante), a casa ho una piccola collezione di tutti i posti in cui ho fatto le vacanze (forse non è molto femminile), ma sono tutti luoghi comuni … oppure sono un ragazzo gay…</p>


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		<title>Zona grigia&#8230; relativismo, nichilismo o dharma?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 02:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[zona grigia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono tante zone grigie nel mondo. Tante nel mondo e nella vita di ciascuno. Sono quelle zone in cui si incontrano i due estremi, le estreme interpretazioni dello stesso concetto, le due facce della stessa medaglia. Se non si crede in qualcosa di spirituale, noi incurabili occidentali materialisti dovremmo dare almeno credito alla statistica&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-di-attualita/zona-grigia-relativismo-nichilismo-o-dharma/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Ci sono tante zone grigie nel mondo. Tante nel mondo e nella vita di ciascuno. Sono quelle zone in cui si incontrano i due estremi, le estreme interpretazioni dello stesso concetto, le due facce della stessa medaglia.</p>
<p>Se non si crede in qualcosa di spirituale, noi incurabili occidentali materialisti dovremmo dare almeno credito alla statistica&#8230; allora, se in tutte le culture del mondo, da che mondo è mondo, il centro e l&#8217;equilibrio sono considerate mete ultime del percorso umano, valori alti, ci sarà forse un motivo? Il latino “Virtus in medium est”, non è forse la stessa moderatezza ricercata dalla filosofia di Confucio? L&#8217;equilibrio.</p>
<p>Sarà forse che ogni religione, ogni ideologia, ogni dottrina portata alle estreme conseguenze porta più problemi che vantaggi? Più male che bene? Sarà forse che la radicalizzazione di un&#8217;idea porta alla negazione dell&#8217;idea stessa? Ogni valore ha il suo lato estremo, che visto da un altro punto di vista diventa disvalore. E solo noi possiamo tracciare una linea dentro di noi tra queste due sfere, questi due aspetti e quindi questi due  mondi un cui<span id="more-467"></span> potenzialmente possiamo vivere.</p>
<p>Chi, se non la nostra coscienza, ci può mostrare la linea che divide la solidarietà dalla complicità? Il rispetto per la sfera privata dell&#8217;individuo dall&#8217;indifferenza verso lo stesso? La generosità dall&#8217;invadenza? La modestia dalla vigliaccheria? Il tacere dallo scappare? L&#8217;interessarsi dall&#8217;impicciarsi? Il gruppo dal branco? La privacy dalla solitudine? L&#8217;offrire dall&#8217;ostentare? L&#8217;insegnare dal millantare? L&#8217;esigere dal pretendere? Il donare dall&#8217;imporre?</p>
<p>Ricordo un film che mi piaceva guardare quando ero ragazzina: “L&#8217;uomo senza volto”. Uno dei protagonisti, il professore, in una scena recitava “Il mercante di Venezia” di Shakespeare nella parte dell&#8217;ebreo che dice “Forse che un ebreo non mangia come gli altri esseri umani? Se lo pungete non prova dolore? Non si ammala delle stesse malattie dei gentili? E non si cura con le stesse medicine?”.</p>
<p>Siamo forse solo corpo? E&#8217; l&#8217;unica cosa che ci unisce? Piangiamo di fronte a diverse ingiustizie, gioiamo per diverse vittorie, ci ammaliamo a seguito di diversi stress, troviamo cura e conforto persino in diverse medicine&#8230; Cosa ci unisce allora? Cosa rende gli esseri umani ugualmente umani? E da questa domanda una più pratica: cos&#8217;è un diritto umano se non sappiamo cosa è davvero umano?</p>


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