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	<title>OkRacconti &#187; Racconti autobiografici</title>
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	<description>Un mondo senza alcuna logica, libero!</description>
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		<title>Oggi a Pisa nevica</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 13:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno di mio nonno, che non c&#8217;è più. Credo che fosse nato proprio di venerdì 17, come oggi. Io adoro la neve, oggi a Pisa nevica e questo mi porta a pensare al nonno che se n&#8217;è andato senza che io fossi preparata ad affrontare la lenta e dolorosa malattia che l&#8217;ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/oggi-a-pisa-nevica/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Oggi è il compleanno di mio nonno, che non c&#8217;è più. Credo che fosse nato proprio di venerdì 17, come oggi.</p>
<p>Io adoro la neve, oggi a Pisa nevica e questo mi porta a pensare al nonno che se n&#8217;è andato senza che io fossi preparata ad affrontare la lenta e dolorosa malattia che l&#8217;ha spento. Molti mesi di sofferenze, forse ero troppo giovane e inesperta per caricarmi di tutte quelle responsabilità che mi coglievano impreparata, senza quella scorza protettiva necessaria per affrontare le cose della vita.</p>
<p>Era una persona delicata e distinta, non l&#8217;ho mai sentito esprimersi con termini impropri e mi faceva sorridere quando andava a pescare in giacca e cravatta, con le scarpe appena lucidate. Stravedeva per i nipoti, soprattutto per mio fratello, l&#8217;unico maschio con cui poter<span id="more-1423"></span> condividere alcuni hobby e che &#8220;avrebbe portato avanti il cognome&#8221;.</p>
<p>Ho trascorso i pomeriggi della mia infanzia con i miei nonni e sono molto legata a loro.<br />
Mio nonno ci portava, da piccoli, a fare passeggiate al Duomo di Pisa, a vedere la stazione dei treni, gli aerei decollare dalle strade vicino alla pista, al mare. A me sembravano gite straordinarie e lo erano.</p>
<p>Ricordo i pomeriggi passati a schiacciare i pinoli raccolti insieme sul piano in marmo del balcone col suo martellino vecchio e le torte ricoperte di pinoli che poi mia nonna ci preparava. Ricordo quando, con aria candida, cercava di nascondere il pane a tavola nelle sue manone per evitare il solito rimprovero “il medico ti ha detto di non mangiare pane!”.</p>
<p>Caro nonno, se tu fossi stato qui avresti visto che mia cugina e mio fratello si sono sposati, che tua moglie è forte e sta bene, che saresti bisnonno di due bellissimi maschietti, che i tuoi figli sono un po&#8217; invecchiati ma ti pensano sempre con nostalgia. Che la vita è dura per tutti noi, ma cerchiamo di cavarcela. Che continui ad essere attraverso le nostre vite&#8230; e che a Pisa, a volte, nevica in autunno.</p>
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		<title>Campioni rappresentativi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Un campione rappresentativo è quello che, in un’indagine statistica, fornisce risultati fedeli alla realtà oggetto di studio. Scegliere un campione in modo che sia rappresentativo, è molto difficile e complicato, però c’è un sacco di regole guida. Una sera, con degli amici decidiamo di vedere Arancia Meccanica (Kubrick 1971). Di per se è un film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/campioni-rappresentativi/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Un campione rappresentativo è quello che, in un’indagine statistica, fornisce risultati fedeli alla realtà oggetto di studio. Scegliere un campione in modo che sia rappresentativo, è molto difficile e complicato, però c’è un sacco di regole guida.</p>
<p>Una sera, con degli amici decidiamo di vedere Arancia Meccanica (Kubrick 1971).</p>
<p>Di per se è un film scorrevole, ma molto difficile da vedere e da giudicare con la dovuta imparzialità. E’ vero che ci sono scene di violenza totalmente gratuita, ma da quando in qua quello che succede nella realtà ha sempre un nesso logico.</p>
<p>Nella discussione che ne è seguita uno degli amici, ha detto: <em>”Sì, ma dove lo trovi uno che va in giro con una spada! Invece è molto più d’impatto&#8230; “</em>. Non ricordo chi ha citato, è il protagonista di un film o di una serie televisiva, che va in giro uccidendo la gente<span id="more-1408"></span> con un cacciavite. <em>“Tutti hanno un cacciavite in casa! Invece te l’immagini uno che ha le spade?”</em>.</p>
<p>Sì, io oltre a immaginarli, li conosco anche, li frequento e non sono nemmeno pochi! Ho giocato con vari di loro giusto ieri sera e ho vinto, il fatto che sia ancora viva e tutta intera, sottolinea la loro sportività e il fatto che, dopotutto, non sono violenti.</p>
<p>Queste persone non fanno parte della stessa palestra, alcuni non si conoscono tra loro e altri si sono conosciuti dopo aver smesso l’arte in cui usavano la spada, per esempio una mia amica che fa aikido quando va in palestra o a qualche riunione a tema ha con sé una katana, poi c’è un’altro con spada, katana, stiletto e nunchaku, che però non c’entra, cioè penso che sia un’arma bianca ma non è una lama. Ci sono vari tipi di spade giapponesi in legno, non fanno meno male di quelle in acciaio a saperle usare, diciamo che fanno un male diverso! Altro amico che si allenava nel piemontese ha una collezione di quattro katane e due pugnali che ha vinto a una caccia al tesoro. L’amico di Milano forse non lo conto perché lui ha solo un paio di spade ma non sono vere, una gliel’abbiamo regalata per un compleanno, la usa quando va a giocare di ruolo dal vivo e l’altra se l’è fatta da solo con la gomma piuma. Anche un mio ex, che non frequento più aveva una spada che usava in palestra, era in legno, ricurva, se non sbaglio da judo o jujizu.</p>
<p>Dall’elenco rimango fuori anch’io che, qualche anno fa, avevo costruito una scimitarra in cartone e stagnola, per un costume da pirata. A me piace molto il kendo, arte marziale che usa una spada di bambù, però non conosco nessuno che lo pratica e forse non è facile trovare una palestra, così mi sono iscritta a spada medievale e lì gli istruttori ne hanno tutta una collezione, potrebbe essere più improbabile che abbiano un cacciavite, non sembrano i tipi che sappiano usarli, in maniera propria o impropria che sia.</p>
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		<title>Correre&#8230; dietro che cosa non so, ma correre&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 12:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di vita]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni volta che vedo questo pezzo di paesaggio pisano mi accorgo con un certa intensità dolorosa della mia incapacità di trascriverlo, di renderlo con fedeltà e umilità, come se in fondo le parole fossero limitate quando si trattava di raccontare un paesaggio. Passare dalla fotografia che ho in mente ancora perfettamente nitida alla pagina bianca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/correre-dietro-che-cosa-non-so-ma-correre/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Ogni volta che vedo questo pezzo di paesaggio pisano mi accorgo con un certa intensità dolorosa della mia incapacità di trascriverlo, di renderlo con fedeltà e umilità, come se in fondo le parole fossero limitate quando si trattava di raccontare un paesaggio.</p>
<p>Passare dalla fotografia che ho in mente ancora perfettamente nitida alla pagina bianca mi lascia sempre impotente: potrei parlare dei differenti componenti delle scena che ho ammirato stasera, il rosso del tramonto da far venire i brividi, la pietra rosa dell&#8217;acquedotto, le cime degli Alpi Apuane perse in una nebbia blu-grigia&#8230; ma anche se ci riuscissi mi mancherebbe sempre la cosa in più per riunirli tutt&#8217; insieme, per rendere quello che è stato oggi: uno spettacolo.</p>
<p>Come in pittura o in cucina si fa uso di un &#8220;legante&#8221;, anche la descrizione scritta ne ha disperatamente bisogno! Le parole, lo stile, la punteggiatura se ben scelti<span id="more-1382"></span> assumono il ruolo di &#8220;ponte&#8221; tra gli elementi che si vuole descrivere. Se potessi scegliere il mio stile di scrittura lo prenderei identico all&#8217;acquedotto, tutto in fluidità e continuità&#8230;. con delle linee curve che si appoggiano su altre più solide. Intanto, in mancanza di averlo trovato, questo posto sta diventando un&#8217;ossessione. E corro ancora.</p>
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		<title>Scienziati</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 15:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando il mio amico fisico teorico laureatosi con 110 e lode compì ventisei anni, non sapendo cosa regalargli e conoscendolo come appassionato di mattoncini Lego, io e una nostra amica decidemmo di andare a vedere cosa c’era in un fornitissimo negozio di giocattoli. I miei amici fanno sempre regali che a me piacciono tanto quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/scienziati/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Quando il mio amico fisico teorico laureatosi con 110 e lode compì ventisei anni, non sapendo cosa regalargli e conoscendolo come appassionato di mattoncini Lego, io e una nostra amica decidemmo di andare a vedere cosa c’era in un fornitissimo negozio di giocattoli. I miei amici fanno sempre regali che a me piacciono tanto quindi ci tenevo a trovare qualcosa di molto gradito.</p>
<p>Cercavamo qualcosa di abbastanza piccolo da poter essere trasportato in treno perché il neo ventiseienne si era trasferito a fare il dottorato in un’altra città (era già al secondo anno). Sapevamo che aveva già tre castelli nella casa dei suoi genitori, e comunque sarebbero stati troppo grandi, cercavamo qualcosa di più piccolo. La commessa ci ha chiesto: <em>“Quanti anni ha il bambino? Perché ci sono anche quelli della Playmobil ma sono adatti per bimbi fino ai tre anni!”</em></p>
<p><em>“Ehm, no&#8230; è più grande&#8230;! E poi sappiamo già che preferisce i lego!”<span id="more-1386"></span></em></p>
<p><em></em><br />
Alla fine abbiamo deciso per una torre e un cavaliere:</p>
<p><em>“ Non ci sono con gli stemmi uguali, però quello verde non mi piace!”</em> Osservo.</p>
<p><em>“Neanche a me! Ma la torre non c’entra niente con quello rosso!” </em>Risponde l’amica.</p>
<p>Dopo almeno dieci minuti che cercavamo di far quadrare modelli, stemmi e colori la decisione salomonica:</p>
<p><em>“Guarda prendiamo la nave vichinga, ha anche il drago tanto i castelli li ha già, la nave attacca i castelli e la torre può essere una specie di faro di vedetta! “<br />
</em><br />
<em>“Sì. Mi piace!”</em></p>
<p>La signorina ci ha confezionato i pacchi regalo e li ho portati a casa mia, ho lasciato tutto nel corridoio e sono andata a prepararmi. Ritornata nella zona giorno della casa, noto un certo interesse da parte delle mie coinquiline che vedendo la carta intestata dei pacchetti (il negozio non è che abbia molto altro oltre ai giocattoli):</p>
<p><em>“Vai a trovare i tuoi nipoti?”</em></p>
<p><em>“No, perché?”</em></p>
<p><em>“Ho visto la carta&#8230; “</em></p>
<p><em>“Ah, no oggi è il compleanno di un mio amico !”</em></p>
<p><em>“Che cosa sono?”</em></p>
<p><em>“Una torre e una nave dei vichinghi con il drago!”</em></p>
<p>Le altre si sono guardate in faccia non sapendo se essere stupite, pensare che fossi pedofila o fare finta di niente.</p>
<p>A lui è piaciuto molto, il giorno dopo aveva già costruito delle lingue di fuoco in scala, con dei mattoncini che aveva trovato a casa della ragazza, che ha apprezzato un po’ meno, dato che aveva faticato non poco per convincerlo a mettere da parte quella passione e noi gli abbiamo fatto tornare la voglia di rimettersi a costruire castelli e città fantasma.</p>
<p>Al compleanno è seguito un periodo un po’ intenso di lavoro così la sua ragazza è andata a trovarlo nella sede del dottorato e ha visto: nella sua camera una pila di confezioni ancora chiuse in attesa di un periodo di calma e lui davanti al pc a ragionare sull’opportunità di comprare un galeone da ottanta euro. Lo ha sgridato e lui un po’ seccato le ha risposto: <em>“Guarda che posso smettere quando voglio!&#8221;</em></p>
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		<title>Soldi facili</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 10:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<description><![CDATA[A fine ottobre, stavo cercando l’animazione per bambini, che il museo egizio di Torino fa per Halloween e ho trovato uno di quegli annunci del tipo lavora da casa quando vuoi, quanto vuoi e guadagna un sacco di soldi. Ora non che credessi a una cosa del genere ma, visto che il motore di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/soldi-facili/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>A fine ottobre, stavo cercando l’animazione per bambini, che il museo egizio di Torino fa per Halloween e ho trovato uno di quegli annunci del tipo lavora da casa quando vuoi, quanto vuoi e guadagna un sacco di soldi.</p>
<p>Ora non che credessi a una cosa del genere ma, visto che il motore di ricerca “mirato” negli ultimi mesi non aveva fatto altro che propormi traghetti per Palermo e poi con i tempi che corrono a parte venditrice porta a porta o numero a numero (di telefono) non cercano altro, decido di tentare la fortuna.</p>
<p>Ho passato i tre giorni successivi a cercare informazioni sui siti dove chiedono la tua opinione e ti pagherebbero. Non ho trovato nessuno che avesse mai fatto una cosa simile, ma tutti erano stra sicuri che fosse una fregatura. Un po’ timorosa apro la pagina d’iscrizione a un sito, sembrava scritto in tedesco, non che lo conosca&#8230; però&#8230; c’èra qualcosa di strano,<span id="more-1350"></span> le parole sembravano troppo lunghe&#8230; infatti era svedese. Passo all’inglese, compilo, cerco di leggere tutto anche le virgole e le parentesi, spedisco e poi mi rendo conto che c’era il tutto anche in italiano.</p>
<p>Ero impaziente di iniziare questa scalata al miliardo e ragionavo: “Ma se davvero si guadagnano soldi, quale sarà la probabilità che il fisco voglia essere informato della cosa?” Il problema pareva risolto alla radice perché  passata mezz’ora non avevo ancora ricevuto risposta e nemmeno questionari. Riprovo con un altro sito dove ti pagano in ricariche telefoniche, idem.</p>
<p>Avrò beccato gli unici due siti che hanno settato il server come l’orario dei lavoratori umani e sabato e domenica sono a riposo? E cosa se ne fanno allora di un impiegato macchina? Ho aspettato invano per tre giorni pensando alla fregatura, o all’illusione. Dopotutto si sa che il crimine non paga ma non ero mica io che stavo truffando, mi stavo persino interrogando sulle tasse? Del resto mi avevano avvertita!</p>
<p>Intanto una mia amica si lamentava di essere poco considerata, da non so chi “E cosa dovrei dire io che chiedo alla gente di fregarmi e mi risponde: “No!”? Ho aspettato e ricominciato a cercare offerte di lavoro che non chiedessero di impiantare agenzie immobiliari, dopotutto c’era scritto sul sito che si lavorava una media di due ore a settimana quindi non potevano mandare sondaggi a raffica. Finalmente martedì si fanno vivi, rispondo a un paio di domande e non sono risultata nel target giusto. Mezz’ora dopo altra mail, niente!</p>
<p>E io che pensavo di essere alla moda: trentenne, single, senza più un lavoro ed ex precaria cioè precaria lo sono ancora, ma ormai non penso che lavorerò più nella scuola, così mi considero ex. Mi avranno esclusa giusto perché non ho in programma di comprare un suv nei prossimi dodici mesi? Mi sono iscritta via via a tutti i siti che ho trovato e finalmente dopo dieci giorni ho guadagnato i miei primi dieci centesimi!</p>
<p>Qualcosa mi fa pensare che continuerò a cercare lavoro.</p>
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		<title>Silicone</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
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		<category><![CDATA[denti]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
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		<description><![CDATA[Io ho la stessa dentatura dei conigli, spiego meglio: per stress o cose simili, ho l’abitudine di strofinare un’arcata dentale contro l&#8217;altra e serrare le mascelle, questo provoca vari disturbi, lievi per il momento, ma ho scoperto che, nell’arco di tre mesi, ho limato un dente che si era scheggiato. La soluzione, o almeno un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/silicone/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Io ho la stessa dentatura dei conigli, spiego meglio:</p>
<p>per stress o cose simili, ho l’abitudine di strofinare un’arcata dentale contro l&#8217;altra e serrare le mascelle, questo provoca vari disturbi, lievi per il momento, ma ho scoperto che, nell’arco di tre mesi, ho limato un dente che si era scheggiato.</p>
<p>La soluzione, o almeno un palliativo, è l’applicazione di una specie di paradenti come quello dei pugili, ma si chiama <em>bite</em> e costa varie centinaia di euro in più, certo il mio è fatto su misura dall’orto&#8230; qualche cosa. Di solito è un aggeggio che si porta di notte, ma la dentista mi ha consigliato di tenerlo anche il giorno.</p>
<p>Ho letto da qualche parte che il fatto di serrare la mandibola può persino portare a una modifica dei tratti somatici, perché i muscoli sono sempre in tensione, forse è per questo motivo che ho la mascella così squadrata. <span id="more-1325"></span></p>
<p>Quello che ho io si applica all’arcata superiore, non so se ci sono anche per quelle inferiori, copre giusto i denti, non le gengive e anche il bite porta da subito ad alcuni cambiamenti, di comportamento per esempio, non puoi mangiarti le unghie, anche se io non lo facevo neanche prima.</p>
<p>Non ho avuto molti problemi ad abituarmi a portarlo, certo le prime notti sognavo di mangiare caramelle gommose alla fragola, ma non sentendone il sapore, ci restavo male e mi svegliavo, in realtà stavo masticando il bite, la dentista dice che è normale all’inizio, in effetti ora non sogno più caramelle, mastico da sveglia e non saprei dire se è un miglioramento.</p>
<p>All’ora di pranzo devo stare attenta a non buttarlo via come un chewing gum, dovrebbe essere insapore, in realtà sa di gomma che ha perso il gusto, però questo rimane costante, non peggiora continuando a masticare, quando si è un po’ tesi poi, è un anti stress formidabile, mordi, mordi e non lo rompi, non ti fai male e non finisce mai! Qualcosa mi dice che quest’ultimo uso sia improprio però puoi giocare ad aspirare tutta l’aria che c’è tra protesi e denti e poi farla rientrare di botto! Insomma purché non ne facciate parola con il dentista si possono fare un sacco di cose, anche una similplastica al viso!</p>
<p>La prima volta che mi sono vista allo specchio mentre lo indossavo ho fatto un pensierino per portarlo anche in giro: mi ingentilisce l’ovale, la bocca non è perfettamente chiusa e questo fa sembrare le guance appena un po’ scavate (come se fossi in forma perfetta), lo spessore sui denti fa sembrare le labbra più pronunciate; insomma, con trecento euro, sembra che ti sia fatto la plastica a zigomi, gote e labbra e sembra anche che tu sia andata da uno bravo perché il tutto risulta molto naturale.</p>
<p>Mi sono osservata a lungo pensando al mio aspetto che non si può dire nuovo ma migliorato, giusto quel tanto che rende il volto più femminile per via dell’ovale e le labbra più turgide poi ho iniziato a parlare e sembravo paperino.</p>
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		<title>Bagno caldo &#8211; Bagno freddo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 14:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>blanche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti di vita]]></category>
		<category><![CDATA[bagno]]></category>
		<category><![CDATA[bagno caldo]]></category>
		<category><![CDATA[bagno freddo]]></category>
		<category><![CDATA[Bretagna]]></category>
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		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[vasca]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella casa dove sono cresciuta c&#8217;era una vasca da bagno. Fare il bagno la domenica sera spesso dopo una giornata passata fuori a giocare con i vicini era diventata poco a poco un&#8217;abitudine. Nella vasca fumante rimanevo a lungo, sia che mi portassi lo stereo per rilassarmi tenendo gli occhi chiusi per potermi perdere nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/bagno-caldo-bagno-freddo/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Nella casa dove sono cresciuta c&#8217;era una vasca da bagno. Fare il bagno la domenica sera spesso dopo una giornata passata fuori a giocare con i vicini era diventata poco a poco un&#8217;abitudine.</p>
<p>Nella vasca fumante rimanevo a lungo, sia che mi portassi lo stereo per rilassarmi tenendo gli occhi chiusi per potermi perdere nelle note di musica, sia che prendessi un libro affinché si prolungasse quello che in fondo poteva essere sbrigato in pochi minuti. Ovviamente l&#8217;esperienza della lettura nella vasca non è priva di rischio e alcuni libri miei portano ancora oggi le tracce dell&#8217;ambiente umido a cui sono stati sottoposti.</p>
<p>Il bagno è bello solo se dura poco&#8230; L&#8217;ho capito dopo tanti bagni cominciati in un piacere intenso e finiti in una sensazione di caldo insopportabile. Uscivo con il corpo rosso, la pelle grinzosa e un giramento di testa che mi faceva dimenticare presto il piacere<span id="more-1323"></span> iniziale!</p>
<p>Sulla costa nord della Bretagna, la temperatura del mare d&#8217;estate non supera i 17 gradi. Mi ci sono abituata da piccola eppure ogni volta che ci ritorno e che infilo il piede dentro rimango colpita. Un freddo che ti afferra quasi a volerti togliere il respiro quando l&#8217;acqua ti arriva all&#8217;altezza de petto. Troppo difficile entrarci progressivamente: rischi di girarti e di cambiare idea.</p>
<p>Il modo più efficace secondo me è di sfidare il mare, di entrarci con decisione senza mai esitare. Così faccio: con tre o quattro passi lunghi sono già dentro, l&#8217;istante dopo mi sono già tuffata. Comincia allora una lunga e energica nuotata che deve durare fino a che il corpo non si sia abituato alla temperatura.</p>
<p>Mi piace tantissimo quel momento, quando dopo aver superato la sensazione gelida il mio corpo si riscalda. Sembra di non voler fermarsi più e di muoversi da solo&#8230; è sparita completamente la sensazione di freddo e sento il mio corpo invaso da un amichevole benessere.</p>
<p>Amo tantissimo nuotare, imprimere ai miei pensieri il movimento regolare del nuoto. Mi calma, mi riconcilia con questo corpo che improvvisamente sento leggero e come nuovo. Il bagno può allora durare tantissimo tempo e ne esco rinvigorita, in grande forma e soprattutto in pace con me stessa.</p>
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		<title>Presentazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 11:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[bombola]]></category>
		<category><![CDATA[dolce]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[pan di spagna]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[torta]]></category>

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		<description><![CDATA[Era tempo di Natale, circa quindici anni fa, mio padre era già in pensione, mentre mia madre lavorava ancora e mia sorella, che studiava fuori, sarebbe rientrata a pomeriggio per le vacanze ed era accompagnata dal fidanzato alla sua prima visita ai miei. Non so se mio padre ha bussato o mi ha chiamata, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/presentazioni/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Era tempo di Natale, circa quindici anni fa, mio padre era già in pensione, mentre mia madre lavorava ancora e mia sorella, che studiava fuori, sarebbe rientrata a pomeriggio per le vacanze ed era accompagnata dal fidanzato alla sua prima visita ai miei. Non so se mio padre ha bussato o mi ha chiamata, mi sono resa conto di essere seduta nel letto mentre lui diceva, <em>“… e arrivano a mezzo giorno!”</em> Il soggetto era chiaro, un po’ meno l’accoglienza che avrebbero ricevuto.</p>
<p><em>“ Vai a comprare le cicorie! Io faccio un dolce ”.</em></p>
<p>A mia sorella piace tanto la minestra di cicoria (catalogna) con le polpette di carne.</p>
<p>Sono la figlia minore e anche l’ultima a rincasare all’ora di pranzo, mi ricordo che intorno ai sei anni ho provato a fare una pizza e ogni tanto ho arrostito il pane col formaggio fuso. Sfoglio un libro di ricette dopo l’altro, avendo tutti gli ingredienti per il pan di spagna (ignara di tutte le filosofie e tesi che circolano su come prepararlo, all’oscuro del fatto che sia uno dei dolci più difficili da preparare), mi accingo a mescolare il tutto, accendo il forno un po’<span id="more-1311"></span> prima di infornare come suggerito, e poi mi dedico a rendere presentabile la casa.</p>
<p>Dopo circa un quarto d’ora do un’occhiata, la torta era gonfiata come si deve, lo stampo era un po’ grande quindi non era molto alta ma sembrava buona. Dopo altri dieci minuti torno a controllare, la torta si era rimpicciolita, si era raccolta al centro della teglia mantenendo la forma rotonda ed era alta un paio di centimetri. Basita davanti ai misteri dell’arte culinaria, noto che la mia gatta, Silvestro, non stava facendo gli occhi dolci al forno mi sono insospettita, in effetti il forno era freddo, anzi era addirittura spento!</p>
<p>Prima del gas di città c’erano le bombole di varie capacità ma di dimensione finita, chiaramente una bombola, come tutto del resto, sceglie sempre il momento meno adatto per creare problemi, in casa c’era quella di riserva ma io non sapevo cambiarla e ho dovuto aspettare che tornasse mio padre dalla spesa. Riacquistato l’uso della cucina, titubante sulla riuscita del dolce, riaccendo il forno e cerco di distrarmi finché non sento un buon profumo di torta con in più una nota conosciuta e preoccupante.</p>
<p>Mi precipito, nonostante tutto sapevo che non dovevo aprire il forno: la torta era diventata grande quanto la teglia, alta il doppio rispetto alla temperatura di forno spento e cotta a puntino il che significa che finché ho potuto aprire si è un po’ bruciacchiata.</p>
<p>Grattata via la parte… biscottata e preparato la crema, la torta aveva solo due strati ma già acquistava un’altezza decente, poi ho ricoperto il tutto di panna e fatto i riccioletti con la siringa per dolci, aveva un’aria molto casalinga ma invitante. Arrivano: baci, abbracci, presentazioni, tutti fanno finta di essere disinvolti e socievoli, io non sono minimamente credibile e comunque di solito taccio. Arrivati al dolce esclamazione generale di meraviglia: <em>“Buona!”.</em></p>
<p>Era sofficissima e non aveva nemmeno il sapore di bruciato!</p>
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		<title>Escursioni estive</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 08:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[disgelo]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
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		<category><![CDATA[vegetazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In montagna è facile trovare corsi d’acqua, più che altro sono torrenti, in alcuni punti sono anche profondi; un giorno con la famiglia si decide di andare a fare una gita al fiume. Abbiamo parcheggiato sul ciglio della strada, dopo pochi metri si intravedeva una specie di scalino naturale e poi era tutto un tappeto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/escursioni-estive/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>In montagna è facile trovare corsi d’acqua, più che altro sono torrenti, in alcuni punti sono anche profondi; un giorno con la famiglia si decide di andare a fare una gita al fiume.</p>
<p>Abbiamo parcheggiato sul ciglio della strada, dopo pochi metri si intravedeva una specie di scalino naturale e poi era tutto un tappeto di folta vegetazione, non c’era un sentiero, siamo passati attraverso cespugli e piante più alti di me cercando di non cadere e di non smuovere i sassi lungo il passaggio altrimenti, oltre a finire tra fango e rovi, saremmo caduti tutti a terra stile domino.</p>
<p>Il paesaggio era molto bello e nuovo per me che sono abituata alla terra secca e alle pinete del salentino. Cercavo di rimanere in equilibrio bilanciandomi solo con le braccia, circondata da cespugli  rigogliosi, con le foglioline verdi, sembrava di aver fatto un salto in primavera! Avrei dovuto considerarlo piuttosto scontato nei pressi di un corso d’acqua dolce ma<span id="more-1299"></span> mi sentivo come se fossi finita in un libro fantasy, mi aspettavo da un momento all’altro l’apparizione di elfi, hobbit, almeno il bianconiglio!</p>
<p>Riflettendo, molte scene silvestri che si vedono nei film in realtà non sono proprio possibili, anche se sei inseguito e non ti importa di infangarti, comunque non puoi correre perché i ciottoli, quando ci sono, comincerebbero a rotolare giù e il terreno è troppo sconnesso: a uno scivolo naturale segue un salto anche di mezzo metro altrettanto naturale e scivoloso, alla fin fine la cosa più probabile che possa capitare è di inciampare in qualche radice o sasso, peccato che nella realtà non ci sia il bello di turno a pararci dalla caduta, più per la caduta che per il bello di turno.</p>
<p>Di punto in bianco il paesaggio si è aperto o meglio alla vegetazione folta, è seguita una spiaggia di sassi piuttosto grossi, in realtà era il greto del fiume al momento in secca, dopo tutto era piena estate!</p>
<p>L’acqua saltava sulle rocce, poi si raggiungeva un punto più profondo proprio davanti al passaggio che avevamo trovato e di nuovo diventava un ruscelletto saltellante. I bambini si erano spogliati in fretta e si erano tuffati in quel laghetto limpido, io non avendo il costume ho pensato di risalire per un po’ il torrente, ho sfilato le scarpe mi sono rimboccata i pantaloni oltre il ginocchio e ho messo i piedi… anzi un piede nell’acqua perché era ghiacciata!</p>
<p>Mi sono vista congelata in una posa plastica fino alla stagione del disgelo e poi mi sono resa conto che quella in cui ero, ossia l’estate, era la stagione più calda dell’anno, anche più di quella del disgelo!</p>
<p>In fondo bisogna sempre un po’ abituarsi alla temperatura dell’acqua e si sa che l’acqua fredda fa bene alla circolazione sanguigna, forse un po’ meno alla deambulazione dell’intera persona ma non si può chiedere tutto; in più, già dopo un paio di minuti, avevi perso la sensibilità e non sentivi assolutamente niente e ho cominciato a risalire la corrente come le trote, o erano i salmoni comunque ora capisco tutto quel grasso in più rispetto agli altri pesci.</p>
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		<title>Dieta mediterranea</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 13:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[bicchieri]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[tazzina]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di vacanze, per qualche giorno sono in casa da sola quindi posso sorvolare sul lavaggio dei piatti e sulla preparazione delle pietanze, in più fa caldo e non ho tanta voglia di cucinare, andranno bene insalata, frutta… pizza congelata. Dopo vari giorni che vado avanti con queste prelibate cibarie, approfittando sempre di più del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like href='http://okracconti.com/racconti-autobiografici/dieta-mediterranea/' send='false' layout='button_count' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like><p>Tempo di vacanze, per qualche giorno sono in casa da sola quindi posso sorvolare sul lavaggio dei piatti e sulla preparazione delle pietanze, in più fa caldo e non ho tanta voglia di cucinare, andranno bene insalata, frutta… pizza congelata.</p>
<p>Dopo vari giorni che vado avanti con queste prelibate cibarie, approfittando sempre di più del reparto surgelati, guardo il lavello della cucina e dentro ci sono: un paio di piatti piani e tre da frutta, tre tazzine, cinque piattini, posate varie, due bicchieri da acqua, mi viene in mente che ho sete ma trovo lo stipo dei bicchieri vuoto, saranno in giro, infatti ce n’è uno sul tavolo insieme a una tazzina, ma il conto non torna comunque, mi ricordavo di averne di più, che si siano rotti ultimamente? Ho sempre pensato che dovessimo comprare i bicchieri infrangibili dei bambini tanto li rompiamo con la stessa destrezza.</p>
<p>Cinque piattini da caffè, ma dovrebbe essere l’inverso, non riuso mai una tazzina, al massimo il piattino, dovrebbero esserci più tazzine sporche, qui urge un pezzetto di parmigiano, quando devo pensare ho bisogno di energie. Il medico mi ha detto che sono un po’ intollerante al latte ma ho bisogno di calcio così mi ha consigliato di mangiare parmigiano, uno dei<span id="more-1281"></span> miei formaggi preferiti, mi ha anche detto di usare i tacchi e mangiare salato. Mi piace il mio medico!</p>
<p>Mentre torno in camera trovo un altro bicchiere in corridoio, uno sul comò e uno decorato da un torsolo di mela che faceva da posa libro. Per fortuna ho l’abitudine di foderare i libri con copertine di plastica o forse lo faccio per esperienza. Ricapitolando non torna il conto piattini–tazzine e nessun contenitore per cucinare, in cosa avrò cotto tutta la roba surgelata!</p>
<p>Trovo una pirofila nel forno, cosa molto comoda e anche carina ma si rompe se cade, se metti l’acqua fredda quando è calda, non si può usare la retìna perché si graffia, strofini, strofini e non viene mai pulita e io mi scordo sempre le cose nel forno…</p>
<p>Comincio a smontare la cucina in cerca di qualcosa che so che c’è ma non la vedo da tanto di quel tempo! Non è al posto dove pensavo, in compenso ho ritrovato un coperchio che credevo fosse stato buttato via. Aprendo un armadio ho scoperto perché la bilancia funziona un po’ a caso, era una specie di puzzle: alla sommità una grande insalatiera a testa in giù, sotto, spiaccicato sotto una pentola, uno stampo da dolci in silicone, accanto alla pentola di traverso la bilancia, e alla base di tutto c’era la teglia di acciaio, quale metafora del mondo, prima era la terracotta, poi venne l’acciaio e infine il silicone.</p>
<p>Se si seguirà questa scala di duttilità crescente, la prossima invenzione sarà un fluido che terrà la forma come un solido ma al bisogno la potrà cambiare, come un liquido. E tutto questo ragionamento senza nemmeno un bicchiere di vino. Forse bevo poco caffè.</p>
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