Archive for November, 2010
Correre… dietro che cosa non so, ma correre…
November 30th, 2010 by blanche in Racconti autobiografici, Racconti di vita
Ogni volta che vedo questo pezzo di paesaggio pisano mi accorgo con un certa intensità dolorosa della mia incapacità di trascriverlo, di renderlo con fedeltà e umilità, come se in fondo le parole fossero limitate quando si trattava di raccontare un paesaggio.
Passare dalla fotografia che ho in mente ancora perfettamente nitida alla pagina bianca mi lascia sempre impotente: potrei parlare dei differenti componenti delle scena che ho ammirato stasera, il rosso del tramonto da far venire i brividi, la pietra rosa dell’acquedotto, le cime degli Alpi Apuane perse in una nebbia blu-grigia… ma anche se ci riuscissi mi mancherebbe sempre la cosa in più per riunirli tutt’ insieme, per rendere quello che è stato oggi: uno spettacolo.
Come in pittura o in cucina si fa uso di un “legante”, anche la descrizione scritta ne ha disperatamente bisogno! Le parole, lo stile, la punteggiatura se ben scelti Read the rest of this entry »
Scienziati
November 24th, 2010 by claudia in Racconti autobiografici
Quando il mio amico fisico teorico laureatosi con 110 e lode compì ventisei anni, non sapendo cosa regalargli e conoscendolo come appassionato di mattoncini Lego, io e una nostra amica decidemmo di andare a vedere cosa c’era in un fornitissimo negozio di giocattoli. I miei amici fanno sempre regali che a me piacciono tanto quindi ci tenevo a trovare qualcosa di molto gradito.
Cercavamo qualcosa di abbastanza piccolo da poter essere trasportato in treno perché il neo ventiseienne si era trasferito a fare il dottorato in un’altra città (era già al secondo anno). Sapevamo che aveva già tre castelli nella casa dei suoi genitori, e comunque sarebbero stati troppo grandi, cercavamo qualcosa di più piccolo. La commessa ci ha chiesto: “Quanti anni ha il bambino? Perché ci sono anche quelli della Playmobil ma sono adatti per bimbi fino ai tre anni!”
“Ehm, no… è più grande…! E poi sappiamo già che preferisce i lego!” Read the rest of this entry »
Outing: sono bacchettona
November 23rd, 2010 by claudia in Racconti di attualità
I politici li reggo poco ma guardo sempre “la copertina” di un certo programma di approfondimento (politica ed economia di solito). I cinque, dieci minuti di apertura sono tenuti da un cabarettista che, un paio di mesi fa, è stato sgridato dal presidente della rete, per il suo linguaggio piuttosto… colorito.
Aprirei una parentesi dicendo che parte della sgridata l’aveva ricevuta per aver elencato alcune azioni, per niente raffinate, fatte da un esponente di governo e se il turpiloquio svilisce la tv di stato, la volgarità delle persone che rivestono certe cariche svilisce l’intero stato e il relativo popolo.
In ogni caso, il cabarettista, la settimana successiva si è scusato, ma non ha cambiato di molto il tono. Mi chiedo: quali termini sono considerati volgari? Perché per fare come gli inglesi dirò che ha chiesto scusa solo quando gli è scappata una parola che inizia con “c”, Read the rest of this entry »
La cura del particolare
November 23rd, 2010 by blanche in Racconti di attualità
Da studentessa, durante i miei anni parigini, ho avuto l’opportunità di poter assistere a delle lezioni di storia dell’arte che si svolgevano dentro le sale del museo del Louvre. Molto meglio ovviamente delle vecchie diapositive proiettate sul muro (sì, a quel tempo era ancora così…!) durante le lezioni univesitarie in aula.
Le spiegazioni storiche, le analisi tecniche avevano luogo, in quel caso, davanti al quadro o alla scultura. In piedi o seduti a gambe incrociate, facevamo scorrere velocemente la penna sul nostro blocco note, senza smettere per troppo tempo di portare lo sguardo verso l’opera. Sin dall’inizio ho preferito la calma e la serenità dell’ala Richelieu del museo contenente le opere olandesi all’inevitabile folla delle sale italiane e dei suoi trepidi visitatori.
I quadri olandesi del Seicento sono un invito a sedersi, a dimenticare fretta e preoccupazione ed a proiettarci in un’altra realtà. Entrare in un quadro di Vermeer può prendere Read the rest of this entry »
Soldi facili
November 23rd, 2010 by claudia in Racconti autobiografici
A fine ottobre, stavo cercando l’animazione per bambini, che il museo egizio di Torino fa per Halloween e ho trovato uno di quegli annunci del tipo lavora da casa quando vuoi, quanto vuoi e guadagna un sacco di soldi.
Ora non che credessi a una cosa del genere ma, visto che il motore di ricerca “mirato” negli ultimi mesi non aveva fatto altro che propormi traghetti per Palermo e poi con i tempi che corrono a parte venditrice porta a porta o numero a numero (di telefono) non cercano altro, decido di tentare la fortuna.
Ho passato i tre giorni successivi a cercare informazioni sui siti dove chiedono la tua opinione e ti pagherebbero. Non ho trovato nessuno che avesse mai fatto una cosa simile, ma tutti erano stra sicuri che fosse una fregatura. Un po’ timorosa apro la pagina d’iscrizione a un sito, sembrava scritto in tedesco, non che lo conosca… però… c’èra qualcosa di strano, Read the rest of this entry »
Silicone
November 9th, 2010 by claudia in Racconti autobiografici
Io ho la stessa dentatura dei conigli, spiego meglio:
per stress o cose simili, ho l’abitudine di strofinare un’arcata dentale contro l’altra e serrare le mascelle, questo provoca vari disturbi, lievi per il momento, ma ho scoperto che, nell’arco di tre mesi, ho limato un dente che si era scheggiato.
La soluzione, o almeno un palliativo, è l’applicazione di una specie di paradenti come quello dei pugili, ma si chiama bite e costa varie centinaia di euro in più, certo il mio è fatto su misura dall’orto… qualche cosa. Di solito è un aggeggio che si porta di notte, ma la dentista mi ha consigliato di tenerlo anche il giorno.
Ho letto da qualche parte che il fatto di serrare la mandibola può persino portare a una modifica dei tratti somatici, perché i muscoli sono sempre in tensione, forse è per questo motivo che ho la mascella così squadrata. Read the rest of this entry »
Bagno caldo – Bagno freddo
November 9th, 2010 by blanche in Racconti autobiografici, Racconti di vita
Nella casa dove sono cresciuta c’era una vasca da bagno. Fare il bagno la domenica sera spesso dopo una giornata passata fuori a giocare con i vicini era diventata poco a poco un’abitudine.
Nella vasca fumante rimanevo a lungo, sia che mi portassi lo stereo per rilassarmi tenendo gli occhi chiusi per potermi perdere nelle note di musica, sia che prendessi un libro affinché si prolungasse quello che in fondo poteva essere sbrigato in pochi minuti. Ovviamente l’esperienza della lettura nella vasca non è priva di rischio e alcuni libri miei portano ancora oggi le tracce dell’ambiente umido a cui sono stati sottoposti.
Il bagno è bello solo se dura poco… L’ho capito dopo tanti bagni cominciati in un piacere intenso e finiti in una sensazione di caldo insopportabile. Uscivo con il corpo rosso, la pelle grinzosa e un giramento di testa che mi faceva dimenticare presto il piacere Read the rest of this entry »
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