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Un mondo senza alcuna logica, libero!

"Racconti significa "eccomi, questo è come io l'ho visto, questo è come io l'ho vissuto!", significa gli occhi entusiasti e sbarrati di un bambino che richiede una storia, significa se stessi sopra ogni cosa, in cima, lassù, in vetta sul mondo, su tutto! Io racconto..."

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Archive for July, 2010

I miei capelli

July 26th, 2010 by claudia in Racconti autobiografici, Racconti divertenti

I miei capelli sono spettinati. Non ha importanza che li abbia lunghi o corti, lisci o ricci, sarei spettinata anche se li rasassi a zero. Appena li sistemo stanno abbastanza bene ma al minimo zefiro ritornano esattamente come vogliono loro e devo anche stare attenta al taglio, scalato sì, ma in una certa maniera, altrimenti le punte si arricciano: quelle sulla testa (più corte) all’ingiù, e quelle sui lati (più lunghe) all’insù, c’è stato un periodo in cui sembravo un incrocio tra un ananas e un albero di natale.

I miei capelli non sono governati dalle leggi della fisica ma da quelle di Murphy e hai voglia a mettere la crema idratante, balsamo, non sono crespi e neanche particolarmente secchi ma semplicemente… spettinati.

Era periodo di saldi, così io e una mia amica decidiamo di fare un giro per negozi prima che finissero le taglie. Nel mio secondo negozio preferito vedo un vestitino in seta corto con una profonda scollatura sulla schiena che a me piacciono tanto.

Io ho la terribile abitudine di non guardare la taglia dei vestiti, questo in particolare mi sembrava abbastanza largo, con qualche difficoltà lo infilo, mi stringeva un po’ sui fianchi, lo tolgo con una qualche difficoltà maggiore e poi scopro che non è la mia misura. Read the rest of this entry »

Vernissage

July 26th, 2010 by blanche in Racconti di vita

Sul biglietto d’invito, mandato a più di 800 persone, era scritto che l’inaugurazione iniziava alle 21. Ma, in realtà, il pienone nelle sale del museo ci fu verso le 22, o meglio dalle 22 in poi, visto che io andai via proprio nel momento di maggiore affluenza e di conseguenza molto prima della fine della serata.

Ho avuto grande possibilità di osservazione quella sera, un po’ perché non conoscevo nessuno, un po’ perché la mia natura riservata e poco socievole non mi rendeva molto propensa a mischiarmi nella folla mondana.

E devo riconoscere che vedere le coppie percorrere i piani del palazzo-museo era come trovarsi a una sfilata di moda, o ad una gara di eleganza, con una larga predominanza di tacchi alti e vestiti corti, molto corti.

Un’esplosione di colore in questa serata estiva che faceva concorrenza ai quadri colorati dell’artista esposto! Saluti, sorrisi, strette di mani, perfino abbracci a seconda dell’importanza dell’ospite; il direttore porta una giacca bianca, e sua moglie una vestito di Read the rest of this entry »

Quaranta passi

July 15th, 2010 by OkNetwork in Racconti inventati

A ventisei anni, quaranta passi, non sono niente. Sai di giocarti tutto, sei consapevole di poter cambiare le sorti del tuo paese.

Ma sorridi, l’hai sempre fatto. Anche adesso che tutt’intorno hai così tanta gente che ti osserva, in attesa, in quello strano silenzio. Sorridi. Pensando a quella sera: a quando papà se ne è andato, per chissà quale motivo.

Ti ricordi quella stanza e tutte quelle persone assiepate dinanzi alla tv. Sorridi. A. era nella tua stessa situazione: un pallone, uno stadio, un dischetto. E la possibilità di un risultato incredibile.

Il papà ti aveva portato con sé, era il tuo compagno di gioco, l’amico più fidato. Negli ultimi tempi stava male. Ricordi il tiro e quella strana traiettoria. Fuori. Ricordi le Read the rest of this entry »

Feeling a stranger everywhere

July 7th, 2010 by carla in Racconti di vita

Il mondo è pieno di stereotipi, si sa. Ed ognuno, forse, nella vita è o è stato vittima di un’etichetta (tipo: sei ingegnere allora hai la mente quadrata, sei artista allora sei un fricchettone e cose del genere) soprattutto qui da noi, dove le etichette piacciono molto.

Io ho provato a dare una spiegazione a questa cosa delle etichette e ho pensato che prenderò come valida per l’Italia una spiegazione che un caro amico romano mi ha dato per Roma: siamo troppi, troppa gente in pochi chilometri quadrati, bisogna organizzare, definire tutta questa moltitudine in qualche modo.

E vabbé, al di là delle brutte conseguenze che questa organizzazione può avere sulle persone singole, prendiamo questa spiegazione per buona, giusto per rispettare la buona fede di chi usa e abusa di categorie e definizioni.

In fondo è vero: in Italia siamo davvero troppi. Siamo più di 60 milioni, ben 200 per chilometro quadrato. Avete capito bene. Significa che ogni 10 metri che fai hai la Read the rest of this entry »

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