Archive for January, 2010
Le avventure, prima delle avventure nello spazio (1)
January 31st, 2010 by Diego in Racconti di fantasia
Gagarin è il primo uomo salito nello spazio. E quanti avranno sognato, o soltanto immaginato di poter diventare i secondi? E quanti, a quel tempo, a dispetto delle teorie eliocentriche, e della isolata posizione della terra nell’universo, hanno cominciato a sentirsi al centro di tutto? E quanti, invece, si sono sentiti smisuratamente piccoli? Forse è stato così, perfino per lo stesso Gagarin.
E chissà poi cosa ha visto di così spettacolare… se la terra, oppure l’infinito vuoto di un universo profondo. E chissà se lassù gli sia preso un senso di vertigine, non so, verso la terra, è possibile, oppure verso quel gran vuoto… chissà se si sentisse attratto!
Perché ci sono persone che, nonostante rimangano chiuse in casa, forse per sempre, oppure per un po’, e che l’unico svago o l’unica rottura della routine è l’uscire a fare la spesa, insomma… nonostante ciò, provano e vivono le stesse sensazioni di Gagarin. Dunque, è possibile che l’universo sia soltanto dentro di noi??… e che quello “vero”, Read the rest of this entry »
Fuga
January 31st, 2010 by Diego in Racconti inventati
- Ma… dove siamo??.. posso toglierla ora?
- Sì sì, ma mantieni gli occhi chiusi, ok? Non aprirli ancora, capito? Non aprirli!!
- Va bene va bene. Tanto avrei difficoltà dopo tutto quel buio. Ma quanto abbiamo camminato??
- Sono passate 5 ore, sono le 12.30.
- Le 12.30? oddio, ma dove siamo?? Ma perché? Dovevi dirmelo, dovevi chiedermi se fossi d’accordo.
- Dai dai, tranquillo. Se il viaggio è trascorso veloce, ti bendo anche al ritorno.
- Non fare la spiritosa. Allora?? Ci siamo?
Scendono dalla macchina, lei per prima, lui per secondo aiutato da lei.
- Fermo così, ecco. E ora facciamo quattro passi.
Lui non sembrava essere a suo agio. Per tutto il tempo del viaggio non aveva pronunciato parola, né si era incuriosito al luogo che stavano raggiungendo. Sembrava Read the rest of this entry »
Che mondo sarà?
January 29th, 2010 by Sara in Racconti autobiografici, Racconti di fantasia
Sono qui seduta davanti al mio computer, è freddo, troppo freddo questo inverno per i miei gusti tropicali, e quindi sono coperta fino agli occhi, troppo intirizzita per uscire, anche se là fuori dovrei fare un milione di cose…. d’altronde stiamo attraversando i giorni più freddi dell’anno e la primavera si farà desiderare ancora per un po’!
Lui è nell’altra stanza, sento il ticchettio delle sue dita sulla tastiera: sta lavorando… ed ogni tanto mi scrive qualcosa via chat…
Nel vano scale dell’appartamento dei miei c’è un muratore che scalpella, quasi a segnare una persecuzione nei miei confronti, visto che da un po’ di tempo la casa in cui vivo è un cantiere per lavori di ristrutturazione, che sembrano non avere fine…
Ed è qui che sogno ad occhi aperti una vita in uno di quei luoghi paradisiaci sperduti nel pianeta, con temperature sempre gradevoli, con una natura meravigliosa, con piante straordinarie, animali colorati e docili, un mare amico color smeraldo…. e magari anche un bellissimo Albero delle Anime, come su Pandora… che bello potersi Read the rest of this entry »
Curriculum Vitae
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Nome, Cognome: Hermann Stevenson
Data di Nascita: 30/12/1980
Luogo di Nascita: ……………………..
Attestati di studio: …………………..
Esperienze professionali: ………….
Luogo delle esperienze: ……………
Stato civile: …………………………..
Malattie avute: ……………………..
Ultimi paesi tropicali visitati: ….
Annotazioni personali: Stato in Alaska in canoa per 4 mesi, in Africa… sempre in canoa per 5 anni; rapito da una tribù africana e fatto capo tribù dopo 2 anni, perso in Tanzania alla ricerca del diavolo, coinvolto nell’eruzione di un vulcano si Nuova Zelanda, eremita per 2 anni sul monte Fuji, compagno di giochi delle tigri della savana per 1 mese, amico Read the rest of this entry »
Il condominio… (libera interpretazione del libro di Ballard)
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a dar da mangiare al cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio nei tre mesi precedenti.
Lo spunto era nato dall’ennesima visita, pochi minuti prima, della signora Lambertine che, ansimante, si presentò davanti la porta dell’appartamento del dottore implorando aiuto perchè il marito si sentiva poco bene.
“Eccoci di nuovo” sbuffò il dottore, che non sembrava affatto preoccupato dell’accaduto anzi, mostrando una fredda indifferenza di fronte al terrore della signora, saliva le scale, non curante che venisse seguito.
“è caduto all’improvviso, un’altra volta, cosa succede???!!” annaspò la signora.
“Sì sì…” disse il dottore mentre entrava nell’appartamento del quarto piano.
Il corpo dell’uomo giaceva sul pavimento, in posizione rigida e storta. Il dottore risistemò l’uomo sulla poltrona, e ordinò il colletto del pigiama prima di Read the rest of this entry »
Il punto di vista di… (2)
January 27th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Il mio scheletro di metallo non sopporta più. Sono stanca e ormai invalida, buona soltanto per essere osservata mentre mi stanno rottamando. Eppure devo resistere, o almeno costringermi a farlo, anche solo per un ultimo viaggio. Già penso all’ultimo regalo, quello che riceverò quando saremo arrivati, dopo quattro ore di tragitto. Il tuo sorriso, sudato, stanco ma completo a suggellare la mia fine.
Ho la catena divorata dalla ruggine, mossa soltanto dalla rigida forza di volontà insita delle cose immateriali, e una ruota storta, l’anteriore, condanna fin dalla nascita, che danneggia la mia postura. Il mio unico occhio non emana più nessuna luce, se non il riflesso dei fari esterni; i miei freni non hanno un mm di vita, ma ci sono troppo affezionata per separarmene.
Posso raccontare di essere stata nel fango, sui ponti, nel cemento fresco, in cima ad una collina, sotto la pioggia, in garage, nel traffico e sopra il traffico, in treno, nelle viti, sui campi di lavanda, sulla neve e nella neve, su un albero, su un palcoscenico, alle prese col vento, con i cani randagi, con i pirati di strada, in dolce compagnia a volte, ma anche sola… Ho vissuto giorni che avevano il peso di anni e così il tempo, per me, trascorse Read the rest of this entry »
Il punto di vista di… (1)
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Vedo una stanza, un letto… dei libri sul letto, e una scrivania, dei libri sulla scrivania. Sulla destra, c’è uno scaffale. Ricolmo di libri, e libri e quaderni, ma principalmente libri, dopobarba, shampoo, bagno schiuma, profumi e deodoranti. In realtà, la scrivania, non si vede più! Sommersa in un mare di oggetti Inutili (quelli che servono non a tutti).
Osservo dietro l’ombra di due “O” che compongono la parola complicato e la frase “è complicato…” sul mio ventre. Non ho ciglia da sbattere, anche perchè non mi vengono mai lacrime tranne quando si appanna tutto.
Scorro e vedo scorrere, o per meglio dire, vedo correre… la figura che mi tiene compagnia solo di notte e che, al risveglio, scambia un’occhiata con me, lenta e prolungata, quasi come se capisse di vedere cosa sto segnando, così cerco di aiutarla e guarda anch’io, vedo dove sono andate a finire le mie lancette. Si rende conto, e d’improvviso scalcia, urla Read the rest of this entry »
Perchè si scrive?
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
Parte I:
Per masturbarsi!! ………………….. ………………………………………..
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Parte II:
Se immagino di sfogliare le mie pagine, sono sicuro, anzi sicurissimo che mi soffermerei su una. Non devo metterci tanto per cercarla, so già dov’è, perchè non è né una pagina scritta, né un passo particolare. Mi soffermerei sulla dedica.
E penserei… ai mille giri di pensieri, allo stridere delle meningi, alla fatica contata in grosse gocce di sudore che mi ha permesso soltanto di tirare fuori le giuste parole di ringraziamento che ho sempre taciuto. Ma quella pagina nasconde ancora una cosa: il motivo per cui quelle pagine sono in piedi e mi parlano, sospirando mi dicono grazie, “s’immagini”.
E scrivo per poter dire, alla fine, all’ultima pagina, che, quanto scritto, c’è, esiste, anche se non è vero.
Lettera da un morto
January 26th, 2010 by Diego in Racconti inventati
La paura di volare mi ha sempre fatto credere che fosse impossibile poterci riuscire. Poche, pochissime, anzi nessuna volta ho creduto che ne sarei stato capace. Non avevo bisogno di altro, i miei piedi erano già dove volevo che fossero… a terra!
Ma, quel giorno, sì quel giorno il vento era forte, scuoteva il tempo, e limava le foglie. Avevo paura di essere sballottato a destra e a sinistra contro la mia volontà, eppure sono sicuro, quella volta, ricordo, sì ricordo benissimo, mi era venuta una sfrenata voglia di volare.
Un giorno, il vento riposava, e anche mia moglie, così saltai.
Vado a fare due passi…
January 26th, 2010 by Diego in Racconti autobiografici
Il punto di partenza è via indipendenza, impopolare strada e sede di episodi serali di fast & furious, perchè vanta un rettilineo perfetto abbellito da dossi trampolanti: un ago della siringa che penetra nella città.
50 passi separano casa mia dal ponte di collegamento. 50 passi, 2500 atti respiratori… in 4 ore.
Primo passo – Portone alle spalle, mi rannicchio nel cappotto e guardo in cielo: “Azzu dua passi mà” che arriva al quarto piano dove c’è mia madre affacciata, a controllare che sia sceso dalle scale sano e salvo.
Secondo/Decimo passo – Quattro “cumari” sedute davanti la casa di una di loro ad aspettare che il giorno passi, da sempre lì, a scandire il tempo del tempo con parole ambigue e frasi di cortesia: il duo del pettegolezzo. Fisse e immutabili: “Diego, nduvi vai?”…
Decimo/Ventesimo passo – è il misero tentativo di sfuggire dal tempo che è stato. Dai racconti saputi e risaputi, dallo sconvolgimento, raccontato fin nel dettaglio, di 50 m Read the rest of this entry »
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